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La Sezione ha analizzato le cause che nel comparto dei ministeri hanno concorso a ritardare la completa attuazione della normativa adottata per ridurre, a partire dal 2008, la spesa annuale per la manutenzione ordinaria e straordinaria degli immobili utilizzati dalle amministrazioni pubbliche a fini istituzionali.

 

L’indagine è stata in un primo tempo avviata con riferimento alle gestioni svolte nel periodo 2008-2010, ed ha evidenziato gravi e diffuse difficoltà incontrate dalle amministrazioni per conformarsi alle nuove regole, anche per le insorte incertezze interpretative della normativa che richiedeva, in alcuni casi, modifiche ed aggiustamenti per una corretta e spedita applicazione.

Alla data del 31 dicembre 2010, nonostante il legislatore, nella considerazione di situazioni specifiche, avesse nel frattempo introdotto deroghe ai rigorosi limiti alla spesa imposti in origine indistintamente per tutte le amministrazioni pubbliche, le difficoltà già rilevate non risultavano ancora superate. La Sezione ha quindi ritenuto di prolungare l’istruttoria fino a coprire tutto l’esercizio 2012, per acquisire informazioni sugli esiti di interventi appena avviati o su provvedimenti eventualmente adottati nel successivo biennio 2011-2012.

In prossimità dell’adunanza pubblica sono pervenuti da parte di alcuni ministeri dati conoscitivi aggiornati anche oltre il primo semestre 2013.

Conclusa l’indagine, a cinque anni dall’entrata in vigore delle disposizioni della legge finanziaria n. 244 del 2007, permane una situazione assai differenziata tra le amministrazioni sul grado di applicazione delle regole di contenimento delle particolari spese; ciò non consente di ritenere nel complesso raggiunta dal comparto la piena applicazione delle norme e di essere stata data sicura risposta alle rilevata esigenza di una rigida “governance” delle spese di che trattasi.

Si rileva l’insufficienza degli interventi necessari per meglio rappresentare in bilancio le spese di manutenzione degli immobili, dovendosi ancora procedere a depurare alcuni capitoli ad oggetto promiscuo delle voci non attinenti alla particolare destinazione della spesa.

Non risultano superate in tutti i centri gestionali le carenze nella rilevazione in corso d'anno degli impegni di spesa assunti, rilevazione che viene affrontata spesso senza continuità e in base a metodologie di monitoraggio disomogenee addirittura nell’ambito di una medesima amministrazione, con maggiori ritardi con riguardo alle strutture periferiche.

Tali circostanze, confermate in contraddittorio nell’adunanza pubblica del 18 marzo 2014 dai rappresentanti delle Amministrazioni intervenuti, non consentono di tenere sotto controllo nell’ esercizio gli andamenti delle gestioni al fine di adottare, per tempo, eventuali interventi correttivi tendenti ad assicurare a fine anno il rispetto dei tetti di spesa prefissati dal legislatore. Risulta anche difficile, a immediata chiusura di esercizio, ricostruire il quadro completo degli oneri complessivamente sostenuti in modo da contribuire in tempo utile all'impostazione corretta e ragionata delle manovre finanziarie di breve e medio periodo.

Si riscontrano fino a tutto il mese di marzo 2013 considerevoli lacune nella ricognizione degli immobili in uso e nella individuazione delle loro specifiche destinazioni. Non sono, oltretutto, completate le fasi procedurali per la determinazione del valore di ciascun cespite, elemento questo essenziale per una corretta attuazione delle norme che, come noto, prevedono di calibrare le spese manutentive proprio con riferimento al valore del bene utilizzato.

L’indagine ha messo in luce che, quando il rendiconto annuale di un ministero evidenzia in certa misura riduzioni di spesa per manutenzioni, queste sono da ricondurre ai minori stanziamenti sui capitoli interessati piuttosto che a mirati percorsi organizzativi e interventi correttivi delle gestioni, come hanno del resto riconosciuto le stesse amministrazioni.

Peraltro la Sezione di controllo evidenzia che nel 2012 e nei primi mesi del 2013 è stato avviato in tutti i ministeri un percorso tendente ad una più corretta applicazione delle norme, che  potrebbe condurre quanto prima ad un razionale utilizzo del patrimonio immobiliare pubblico in stretta rispondenza alle effettive esigenze, contenendo al contempo le relative spese nei limiti prefissati. Favorevoli in tal senso appaiono alcune preminenti circostanze: - l’Agenzia del demanio ha quasi completato le operazioni per la determinazione del valore dei diversi cespiti immobiliari in uso presso i ministeri e si renderà possibile per il futuro parametrare le spese manutentive di ogni immobile al suo effettivo valore; - normative recentemente introdotte,  miranti ad adeguare immobili e impianti alla sicurezza dei luoghi di lavoro e a rispondere ad esigenze  di eco-compatibilità ambientale e di risparmio energetico, hanno spinto le amministrazioni ad accelerare le attività ricognitive degli edifici utilizzati e dei loro fabbisogni.

La Sezione di controllo formula osservazioni e raccomandazioni puntuali per ciascuna amministrazione nelle parti specifiche della propria relazione, ricordando che a fronte di dette osservazioni, ai sensi della disposizione di cui all’articolo 3, comma 6, legge n. 20 del 1994 e successive modificazioni, entro sei mesi dalla pubblicazione della delibera che approva la relazione, dovranno pervenire alla Sezione stessa le comunicazioni sulle misure correttive dei comportamenti gestionali che le amministrazioni intenderanno di adottare.