Nel corso del 2014 il prezzo delle case di seconda mano in italia è continuato a scendere al ritmo del 2,9%, attestando i valori medi del mattone a 2.077 euro al metro quadro. è quanto ha rilevato l’ufficio studi di idealista.it, analizzando l’andamento dei prezzi

di 197.984 annunci pubblicati sul portale immobiliare tra il 30 dicembre 2013 e il 30 dicembre del 2014per la prima volta da quando idealista ha iniziato le rilevazioni dei valori immobiliari (nel 2007), si è in grado di estendere l’analisi a tutte le regioni e le province italiane, tenuto conto di tutto il prodotto presente nella base dati del portale. in questo modo il risultato riflette la diversità di tutti gli immobili in vendita in italia e non solo quelli dei comuni citati nel rapporto. regioni: il veneto (2,2%), la calabria (1,7%), le marche (1,2) e il trentino alto adige (1%) sono le regioni che hanno archiviato l’anno appena trascorso con un bilancio positivo in relazione ai prezzi dei loro immobili di seconda mano il resto dei mercati regionali segna una marcata tendenza negativa, con i maggiori decrementi in puglia (-9,5%), seguita da friuli venezia giulia (-7,8%) e umbria (-5,9%). cali superiori al cinque per cento anche in campania (-5,4%) e valle d’aosta (-5,2%), anch’esse nel novero delle regioni più colpite dal calo prezzi. le altre in terreno negativo sono comprese in una forbice che va dal 4,2% della toscana allo 0,9% di marche e sardegna, quelle con la contrazione minore nel corso del 2014  alla liguria spetta il primato di regione più cara d’italia con una media 2.877 euro al metro quadro, seguita da lazio (2.877 euro/m²) e toscana (2.485 euro/m²). all’opposto della tavola è la calabria la regione dove le quattro mura costano meno; una media di 1.020 euro al metro quadro  province. sono in netta minoranza le province italiane oggetto del monitoraggio di idealista a evidenziare valori in rialzo al termine del 2014 (22 su 110). fra esse i rimbalzi maggiori riguardano pavia (6,8%), ravenna (5,6%) e cuneo (5,1%). il resto dei mercati in segno positivo va dal 4,8% della provincia di venezia allo 0,1% di gorizia e benevento all’opposto trapani guida la graduatoria dei ribassi segnando un calo del 15% rispetto a un anno fa. la provincia siciliana precede caserta (-14,3%) e rieti dove i proprietari chiedono un 13,3% in meno per la loro casa rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. altre 4 province sperimentano ribassi a due cifre, sono: frosinone (-11,6%), trieste (-11,5%), lecce (-11,3%) e crotone (-10,2%)  il ranking delle province più care è guidato da savona (3.963 euro/m²) che precede bolzano (3.153 euro/m²).e roma (3.098 euro/m²), le province più economiche sono biella (821 euro/m²), caltanissetta (893 euro/m²) e isernia (901 euro/m²). il gruppo di province con prezzi sotto i mille euro si completa con agrigento (908 euro/m²), medio campidano (943 euro/m²) e trapani (984 euro/m²) città il barometro dei prezzi segna ancora rosso in quasi tutti i capoluoghi italiani nonostante la discesa dei valori si sia attenuata nell’ultimo trimestre dell’anno segnando un meno 0,3%  dopo il giro di boa l’andamento dei prezzi nelle città capoluogo italiane evidenzia cali generalizzati in tutta la penisola con rare (10) eccezioni tra i comuni monitorati nel corso del 2014 il rimbalzo maggiore quest’anno lo fa segnare venezia (7,7%), qui i proprietari sparano alto potendo contare sull’appeal internazionale di una città che presenta caratteristiche uniche anche sotto il profilo immobiliare. più distanziate dal capoluogo lagunare spiccano anche le performance positive di bergamo (3,4%) e bolzano (3%), mentre i restanti comuni del lotto registrano incrementi sotto il 2 per cento  il folto gruppo di città capoluogo in terreno negativo – 70 secondo il rapporto di idealista.it -, è invece guidato da pisa (-11,7%), la provincia più penalizzata dal calo delle quotazioni, che precede trieste (11,4%) e verona (-11,3%) tutti i grandi mercati hanno segnato un trend prevalentemente ribassista nel 2014: le svalutazioni maggiori a cagliari (-7,5%), napoli (-6,3%), palermo (-6,2%) e bologna (-6%). cali nell’ordine del 4 per cento per torino (-4,2%), genova (-4,1%) e bari (-4%). contengono il passivo padova (-2,3%), roma (-1,8%), firenze (-1,8%) e milano (-1,5%) alla luce delle ultime rivalutazioni venezia, con i suoi 4.455 euro al metro quadro, si consolida come città più cara d’italia precedendo nel ranking roma (3.672 euro/m²) e firenze (3.472 euro/m²). all’opposto della tavola i prezzi più bassi si trovano biella (821 euro/m²), che precede caltanissetta (893 euro/m²) e isernia (901 euro/m²) secondo vincenzo de tommaso, responsabile ufficio studi idealista.it: “i dati dicono che il 2014 è stato l’anno della transizione verso una nuova fase ciclica; il 2015 potrebbe essere decisivo per la ripresa delle compravendite per via di un maggior dinamismo delle erogazioni e prezzi che continueranno a scendere a tassi meno sostenuti. quello che ci troveremo davanti sarà un mercato completamente rinnovato, dove non si raggiungeranno più i livelli del passato, con un venditore che non può più fare il bello e il cattivo tempo e dove c’è un compratore più consapevole, più attento al valore dei suoi soldi e che vuole comprare un prodotto di qualità. la crisi ha creato un mercato, quello dell’affitto, che prima era solo marginale e che invece è protagonista insieme alla vendita”  l’indice dei prezzi degli immobili di idealista.it il portale immobiliare idealista.it è attualmente una delle pagine web più utilizzate in italia da privati e professionisti immobiliari per la vendita, l’acquisto e l’affitto di immobili. con una base dati di migliaia di immobili attualmente in vendita sul portale, la divisione studi idealista.it realizza le analisi relative al prezzo degli immobili dal 2007. dopo cinque anni di attività idealista.it è attualmente una fonte autorevole del mercato per altri uffici studi, entità bancarie e media  per la realizzazione di quest’indice sono stati analizzati i dati di 197.984 annunci immobiliari pubblicati su idealista.it tra il 30 dicembre 2013 e il 30 dicembre del 2014; questi immobili hanno superato il controllo qualità basato su informazioni come: prezzo, dimensione, distribuzione e non duplicazione per permettere una sufficiente standardizzazione dei risultati inoltre vengono analizzati soltato quei comuni che hanno mantenuto, nel corso del periodo di studio, una media costante di 50 o più annunci di case di seconda mano in vendita . quei comuni che non hanno raggiunto questa media sono stati esclusi dal campione di analisi al pari di quelli che hanno registrato, nel periodo dato, una variazione di più del 30% del numero di annunci.