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Il terzo trimestre 2017 si chiude con 95.605 imprese registrate in provincia di Bergamo. Lo stock delle imprese attive (85.413) è in calo su base annua (-247 posizioni pari al -0,3%) per il quinto trimestre consecutivo.

Nel terzo trimestre dell’anno si sono avute 966 nuove iscrizioni (-1,4% in confronto allo stesso periodo del 2016) e 901 cessazioni (-5,9% tendenziale), con un saldo positivo di 65 unità. Le imprese registrate aumentano su base tendenziale tra le società di capitale (+1,2%). Diminuiscono le società di persona (-1,8%), le imprese individuali (-0,8%) e le altre forme giuridiche (-0,6%).

La tendenza in corso negli ultimi trimestri per l’intero universo delle imprese conferma una riduzione del tasso di natalità, cioè delle nuove iscrizioni, e una sostanziale stabilità del tasso di mortalità, cioè delle cessazioni.

Il settore artigiano, con 31.070 imprese a fine settembre 2017, registra una diminuzione del  0,8% delle unità registrate su base annua. Lo stock delle posizioni attive si riduce di 260 unità. Le iscrizioni (325) diminuiscono del -4,7% su base annua. Le cessazioni (363) diminuiscono del  7,6%. Il saldo tra iscritte e cessate nel trimestre è negativo per 38 unità.

Tra i settori produttivi si confermano i trend in corso già da diverso tempo.

La contrazione delle imprese attive, rispetto ad un anno fa riguarda l’edilizia (-295, in gran parte artigiani, pari al -1,6%), il commercio all’ingrosso e al dettaglio e le riparazioni (-132, pari al -0,7%) le attività immobiliari (-88 pari al -1,4%), le attività manifatturiere (-80, pari al -0,7%, dovuto al saldo ancor più negativo, di -102 pari al -1,4%, dell’artigianato), il trasporto e magazzinaggio (-50 pari al -2,2%, con saldo negativo accentuato nell’artigianato), le imprese agricole (-25 pari al -0,5%), le imprese di fornitura di energia elettrica e gas (-11, pari al -6,5%), le attività dei servizi di alloggio e ristorazione (-7 pari al -0,1%) le imprese di fornitura di acqua e gestione rifiuti e di estrazione di minerali da cave e miniere.

Aumentano le imprese attive nei comparti dei servizi: +125 (+4,8%) nei servizi di supporto alle imprese, +37 (+1,7%) nelle attività finanziarie e assicurative, +51 (+2,7%) nei servizi di informazione e comunicazione, +69 (+2%) nelle attività professionali, scientifiche e tecniche, +19 (+1,9%) nei servizi di intrattenimento, +95 (+2,2%) nelle altre attività dei servizi alle persone; crescono anche le imprese nei settori dell’istruzione (+14,pari al +3,5%), della sanità e assistenza sociale (+15 pari al +2,6%).

Lo spaccato per genere, età e nazionalità  delle posizioni attive, conferma la tendenza alla crescita su base annua delle imprese straniere (+3,1%) con una quota sul totale delle imprese che sale al 10,3 ed è superiore al 20% nel settore dei servizi di supporto alle imprese. In leggero aumento le imprese femminili (+0,1%), che sono il 19,8% de totale e quasi un terzo del settore alloggio e ristorazione. In flessione (-3,1%) le imprese giovanili che valgono il 9,4% del totale.

Risultano stabili le procedure concorsuali di fallimento, scioglimento e messa in liquidazione: 317 nel terzo trimestre del 2017, in confronto alle 312 del corrispondente trimestre del 2016.

L’importazione periodica nel Registro Imprese dei dati occupazionali comunicati a INPS in base alla localizzazione dell’impresa consente di stimare, con la cautela necessaria di fronte a dati di origine amministrativa , gli addetti, cioè le posizioni lavorative presenti nel territorio, al netto del settore pubblico e delle attività dei liberi professionisti.

“È questa la risultanza più significativa dei dati di questo periodo,” – commenta il segretario generale Maria Paola Esposito. “Le oltre 107mila “unità locali” delle imprese attive, leggermente aumentate rispetto a un anno fa, impiegano 377.198 addetti. Rispetto allo stesso periodo del 2016 si registrerebbe pertanto un incremento di oltre 7mila addetti, con una variazione positiva del +2,1%.”

Incrementi rilevanti si riscontrano nei servizi di supporto alle imprese (+3.379, dei quali 2.703 sono attribuibili a unità locali di imprese di ricerca, selezione e fornitura del personale, dunque riguardanti in larga misura lavoratori somministrati destinati prevalentemente all’industria), i servizi di alloggio e ristorazione (+2.092), le attività commerciali all’ingrosso e al dettaglio (+1.495) e le attività manifatturiere (+1.050).

Perdono addetti su base annua le costruzioni (-249), l’agricoltura (-359), le attività finanziarie (-546), le attività professionali, scientifiche e tecniche e le attività estrattive.

 

Da un punto di vista territoriale, il contributo maggiore alla crescita complessiva proviene, in ordine decrescente, dai comuni di: Treviglio, Grumello del Monte, Azzano San Paolo, Montello, Albino, Grassobbio, Curno, Bergamo, Brignano, Osio Sotto, Orio al Serio, Costa Volpino.