
| Borsa del Turismo Congressuale. Presentate le nuove tendenze |
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| Thursday 25 June 2009 | |
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Si è tenuto a Roma l’incontro di presentazione della prossima Borsa del Turismo Congressuale prevista per il prossimo 5-6 novembre alla nuova Fiera di Roma. E’ stata l’occasione per presentare i risultati di un survey svolto su un campione di 2.740 persone in 53 paesi e che ha fotografato le tendenze attuali del turismo congressuale, le problematiche da affrontare e verso quali nuove strategie ci si sta indirizzando. Interessante da notare che anche in un periodo di crisi come quello attuale gli eventi continuano ad essere uno degli strumenti che maggiormente aiutano l’azienda a dimostrare la qualità dei servizi che offre e che assicurano il miglior ritorno di investimenti perché permettono il contatto diretto. La riduzione dei costi risulta quindi sensibilmente inferiore a quella di altre voci di bilancio, e si attesta nell’ordine del 6% per il 2009 con un contenimento della durata media dei meeting e della distanza delle destinazioni. Non c’è comunque nessuna intenzione di rinunciare ai meeting e all’esperienza del face to face: se il costo generale è il primo elemento di valutazione senz’altro c’è un maggior rigore in ogni voce di spesa: la location incide per il 40.3%, l’hotel per il 31.3%, la destinazione per il 26%. Il mercato è cambiato e il grande sviluppo dei social networks ha cambiato il modo di relazionarsi e le esigenze dei diversi attori, poiché permettono di raggiungere molti utenti a basso costo, di creare comunicazioni efficaci e mirate, di favorire il business. Facebook è saltato da 100 milioni di utilizzatori a 200 milioni nel giro di soli 8 mesi mentre Twitter ha registrato il 76,8% di iscritti in più nel sono periodo febbraio-marzo 2009. La richiesta di maggiore innovazione aumenta e con essa il bisogno di potersi relazionare con gli altri in maniera più frequente. La tendenza quindi è di fare più eventi nel corso dell’anno piuttosto che grandi congressi, cambiando anche il criterio di scelta degli alberghi, con un calo degli hotel cittadini come location congressuali (32% contro il 35% del 2008), e un rinnovato interesse verso alberghi più vicini agli aeroporti o periferici (dal 10 al 13%), e verso le location più piccole e insolite (dall1% all’8% delle scelte), ciò sia per contenere i costi che per ridurre la durata della permanenza. Continua a crescere l’interesse per i “green meeting”, nei quali si fa largo uso di materiali riciclati e prodotti a chilometro zero: hanno fatto la loro comparsa sul mercato solo due anni fa ed oggi costituiscono già il 15% del budget destinato agli eventi annuali organizzati. Si prevede che nel prossimo anno diverranno la tendenza più importante nell’industria del turismo congressuale. Errato credere che il green meeting comporti una riduzione di costi in confronto ad un evento tradizionale, anzi, spesso è il contrario, ma ciò è compensato da una maggiore eticità, da un’attenzione all’ambiente e da un ritorno in termini di immagine estremamente superiore. Anche in considerazione delle numerose riduzioni nei voli effettuate dalle compagnie aeree in seguito alla crisi la tendenza è di sviluppare eventi più regionali con una sensibile riduzione delle emissioni nocive dovute a viaggi più lunghi e minor impatto nell’ambiente. Per maggiori informazioni: www.btc.it di Marina Cioccoloni |
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