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Veneto: crisi autrasporto, la categoria faccia a faccia con il Governo PDF Stampa E-mail
Martedì 31 Gennaio 2012

Il mondo dell’autotrasporto è una polveriera. Lo sciopero dei Tir che in questi giorni sta paralizzando mezza Italia sembra essere solo la punta dell’Iceberg di una crisi profonda che non lascia respiro al settore e che ha portato le associazioni di 

 

categoria a un serrato faccia a faccia con il Governo. In Veneto, provincia di Venezia compresa, gli autotrasportatori hanno però deciso di sospendere il fermo dei servizi, nonostante la situazione sia allarmante. In provincia di Venezia dal 31dicembre 2009 al 31 dicembre 2011 il numero delle imprese iscritte alll’Albo provinciale è diminuito di 207 unità. Si è infatti passati dalle 1878 ditte censite al 31.12.2009 alle 1755 di un anno dopo, per giungere alle 1671 registrate al 31.12.2011. Sul saldo negativo pesano sia il numero ancora consistente di cancellazioni (145 aziende cancellate nel 2011, comunque inferiori alle 174 del 2010), sia la diminuzione di nuove iscrizioni (64 nel 2011 a fronte delle 66 del 2010). A questi dati va poi aggiunto quello riguardante le imprese che ad oggi non hanno ancora adeguato tutti e tre i requisiti di categoria, ovvero onorabilità, capacità finanziaria, idoneità professionale, che risultano essere 179.

“La crisi dell’autotrasporto in provincia di Venezia si fa sempre più profonda - dichiara Nazzareno Ortoncelli, presidente della categoria Trasporti di Confartigianato Provinciale di Venezia, che da sola costituisce il 50% delle aziende iscritte all’Albo provinciale -. Pesano come una mannaia l’aumento del costo del gasolio, cresciuto del 35% nell’ultimo anno, le autostrade, più care del 13,5%, le polizze assicurative, che oggi costano il doppio del 2010, il prezzo dei pneumatici aumentato del 20%. A tutto questo va poi sommata una pressione fiscale insostenibile e il fatto che, a causa dei bilanci negativi, le aziende non riescono più ad accedere nemmeno al fondo di garanzia dell’autotrasporto. Inoltre, le nuove tabelle con i giorni di divieto di circolazione per i Tir sono prive di ogni logica. A conti fatti, dunque, le prospettive per il nostro settore non sono affatto incoraggianti. Nonostante questo, però, la nostra associazione ha sospeso il fermo, continuando a garantire i servizi di consegna”. Le grosse difficoltà e le poche certezze che gravano sull’autotrasporto hanno per questo condotto al recente, e non più rinviabile, confronto tra le associazioni sindacali di categoria e il Governo; un incontro che ha messo molta carne al fuoco. Innanzitutto una serie di problematiche precise: oltre ai già citati aumenti dei prezzi, il rischio della cancellazione dei costi di sicurezza e la deregolamentazione delle norme per l’accesso alla professione di autotrasportatore. E richieste altrettanto nette: l’applicazione di sanzioni pesanti per chi non rispetta i costi minimi di sicurezza, il rispetto dei tempi di pagamento previsti dalla legge e delle linee guida europee e il rimborso delle accise sul gasolio, il cui rientro dovrebbe essere fissato al massimo a tre mesi. “Il confronto con il viceministro Mario Ciaccia ha avuto risvolti abbastanza soddisfacenti – afferma il presidente di Confartigianato Provinciale di Venezia Fabio Giacomello -: il Governo ha dato disponibilità a prendere in considerazione le nostre istanze e ad attivarsi al più presto per cercare di risolvere alcuni nodi stringenti. Sul tema caldo del rimborso delle accise sul gasolio, questo avverrà non più su base annuale ma trimestrale: del resto l’esposizione degli autotrasportatori è divenuta insostenibile, visto che ogni mese pagano in anticipo 500 euro a camion di sole accise; per chi possiede più di un mezzo si tratta di cifre elevatissime”. Servono però risposte concrete in tempi brevi: “siamo stati chiari nelle nostre richieste – conclude Giacomello -: la disponibilità e l’apertura al dialogo da parte del Governo devono tradursi quanto prima in iniziative concrete e nell’adozione di misure e strumenti che possano garantire il futuro della professione per gli autotrasportatori e un sensibile miglioramento delle condizioni attuali”.