Coca-Cola è una realtà di primo piano in termini di risorse generate, nel sistema economico italiano e contribuisce a creare occupazione partecipando attivamente allo sviluppo del Paese. È quanto emerge dalla ricerca commissionata da Coca-Cola HBC Italia, e realizzata da SDA Bocconi School of Management,

sull’impatto economico e occupazionale di Coca-Cola nel Paese relativo al 2015. Alla conferenza stampa di presentazione è intervenuto Fabrizio Perretti professore dell’Università Bocconi e autore della ricerca, Giangiacomo Pierini, Direttore Relazioni Istituzionali e Comunicazione Coca-Cola HBC Italia e Cristina Broch, Direttore Relazioni Istituzionali e Comunicazione Coca-Cola Italia.

Lo studio ha preso in esame il mondo Coca-Cola, presente in Italia con quattro società: Coca-Cola Italia, Coca-Cola HBC Italia, Fonti del Vulture, Sibeg. In particolare, viene analizzato l’impatto economico di Coca-Cola nel Paese distinguendo tre principali attori: Stato (imposte e contributi versati), Imprese (acquisti di beni e servizi e investimenti di beni materiali), Famiglie (salari e stipendi erogati ai propri dipendenti). La rilevazione dell’impatto occupazionale è stata condotta distinguendo tra impatto diretto, riferito al numero di dipendenti presso gli stabilimenti e le sedi di Coca-Cola, e impatto indiretto, riferito al numero di dipendenti riconducibili alle filiere in cui l’azienda opera. 

                                                   

Impatto economico a livello nazionale.  Il sistema Coca-Cola è il primo soggetto nell’industria delle bibite, con il 32,6% (pari a 2.582 milioni di euro) delle risorse totali di un settore che comprende 313 imprese. Primo attore anche all’interno dell’industria delle bevande, con il 7,2% (pari a 13.001 milioni di euro) delle risorse totali di un comparto che conta 2.135 imprese. I risultati dello studio testimoniano come Coca-Cola generi valore all’interno del sistema economico nazionale creando un circolo virtuoso di cui beneficia l’intera catena produttiva: nel 2015 Coca-Cola ha distribuito risorse per 424 milioni di euro, 113 mln alle famiglie, 275 mln di euro alle imprese e 16 mln allo Stato. Se a questi dati si aggiungono anche le imposte sui prodotti Coca-Cola, si generano altri 389 milioni di euro destinati allo Stato, per un valore complessivo di 813 milioni di euro (pari allo 0,05% del PIL). Concentrando l’attenzione sulle imprese, e quindi sui fornitori, Coca-Cola ha acquistando direttamente beni e servizi da oltre 1.000 fornitori per un valore pari a 275 milioni di euro.

 

Impatto occupazionale del Sistema Coca-Cola.  Coca-Cola è il primo datore di lavoro nell’industria delle bibite e in quella delle bevande: i dipendenti diretti sono 2.100, dislocati in 9 sedi tra uffici, depositi e stabilimenti. L’impatto occupazionale diretto e indiretto è pari a 25.610 lavoratori (0,11% degli occupati totali in Italia), ad ogni posto di lavoro dipendente diretto corrispondono circa 12 posti di lavoro indiretti. Inoltre, le persone che dipendono parzialmente o totalmente dai redditi di lavoro generati direttamente o indirettamente da Coca-Cola, sono pari circa a 60.000.

La percentuale di donne in Coca-Cola con riferimento ai quadri e ai dirigenti è superiore rispetto alla media delle imprese attive, rispettivamente 43% contro il 28% e 30% contro il 14%. Le retribuzioni dei dipendenti diretti di Coca-Cola sono mediamente superiori rispetto a quelle italiane a parità di qualifica professionale e si registra una minore sperequazione tra la remunerazione dei dirigenti e quella delle altre qualifiche professionali rispetto alla media delle imprese italiane.

 

Il focus regionale.  Coca-Cola distribuisce in totale 147 milioni di euro all’interno della Lombardia, 58 milioni di euro al Veneto, 35 milioni di euro in Abruzzo, 27 milioni di euro in Campania e 7 milioni di euro in Basilicata.

 

Per quanto riguarda l’impatto occupazionale, Coca-Cola contribuisce, direttamente e indirettamente, all’occupazione di 15.805 lavoratori in Lombardia, 4.114 in Abruzzo, 1.428 lavoratori in veneto, 971 in Campania e 278 in Basilicata.