La ricchezza finanziaria privata continua a correre in tutto il mondo: a livello globale la corsa di Wall Street e degli altri principali mercati finanziari ha portato il valore totale di azioni, obbligazioni e depositi bancari alla cifra di 166.500 miliardi di dollari. Rispetto al 2015 si tratta di un incremento del 5,3%, superiore al

+4,4% registrato l’anno precedente. Nel 2021 si dovrebbe toccare la quota di 223.100 miliardi di dollari, con una crescita media annua del 6%, derivante in parti uguali dalla creazione di nuova ricchezza e dalla valorizzazione degli asset esistenti. Lo mette in luce il report “Global Wealth 2017: Transforming the Client Experience” di The Boston Consulting Group (BCG), giunto alla 17esima edizione.

L’aumento della ricchezza privata è avvenuto a tutte le latitudini, ma ancora una volta è stata l’area dell’Asia-Pacifico a segnare lo sviluppo più rapido: l’incremento è stato del 9,5%, inferiore a quello a due cifre degli anni passati (la media 2011-2015 era stata del 12%) ma tale da prospettare a breve uno storico sorpasso ai danni dell’Europa occidentale come secondo mercato più ricco. L’area con Stati Uniti, Canada e Messico ha segnato un incremento robusto, +4,5%, superiore a quello dell’Europa occidentale, pari al +3,2 per cento. Per queste due regioni, così come per America Latina e Medio Oriente e Africa, l’andamento nel 2016 è stato migliore rispetto all’anno precedente.

Italia conta 307mila famiglie milionarie, pari all’1,2% del totale, che possiedono il 20,9% della ricchezza finanziaria italiana. Nel 2021 saranno 433mila, l’1,6% del totale e con uno stock pari al 23,9 per cento. A livello globale il numero di famiglie milionarie è cresciuto in un anno del 7%, arrivando a quota circa 18 milioni. Si tratta dell’1% delle famiglie, che detengono il 45% della ricchezza.

Negli ultimi anni, per contrastare una costante riduzione dei ricavi e salvaguardare la profittabilità, i wealth manager si sono concentrati sulla riduzione dei costi. In questo ultimo anno è stato però osservato un cambiamento significativo, invece di sfruttare la riduzione dei costi come soluzione a breve termine, alcuni wealth manager hanno spostato la loro attenzione sul lungo termine, iniziando a utilizzare questi fondi per investire nel modello di business del futuro, un modello digitalizzato e verticalmente disintegrato.

Lo studio evidenzia come un nuovo approccio al digitale sia un fattore chiave per avviare questo cambiamento e posizionarsi davanti ai competitors nel lungo termine. Alla base di questo, la ridefinizione dei client journey (percorsi per i clienti). Il client journey 2.0 permetterà di focalizzare l’attenzione sui momenti chiave per il cliente ed allineare tutte le capacità e i processi per poter offrire i servizi giusti al momento giusto.

 

“Mentre la ricchezza finanziaria globale è cresciuta del 5,3% e, in Europa, del 3,2%, l’Italia ha registrato una leggera battuta d'arresto riconducibile principalmente a riduzione di valore (cosiddetto effetto mercato) delle partecipazioni azionarie dirette e degli investimenti obbligazionari che avevano come controparte istituzioni finanziarie - dichiara Edoardo Palmisani, Principal di BCG -. Le dinamiche della ricchezza finanziaria sono sempre legate infatti a due fattori: la nuova ricchezza generata e la performance del portafoglio. Il nostro report, per quest'anno, evidenzia come la creazione di nuova ricchezza sia rimasta pressoché costante, mentre sono stati gli investimenti diretti azionari ed obbligazionari a generare una performance negativa, seppur parzialmente controbilanciati da fondi comuni e gestioni patrimoniali. Se guardiamo però ai prossimi 5 anni ci aspettiamo che la nostra ricchezza riprenda a crescere, superando i 5 trilioni di dollari. Oggi ci attestiamo sui 4,5 trilioni, a trainare saranno nuovamente i segmenti che hanno più di un milione di ricchezza e che cresceranno a tassi del 5/6%. In questo scenario futuro di crescita ci aspettiamo che il portafoglio delle famiglie si continui a ribilanciare verso il mondo azionario a scapito di obbligazioni, cash e depositi per raggiungere un'allocazione più efficiente. Se confrontiamo il nostro portafoglio con il resto dell'Europa o l'America, infatti, notiamo il peso di obbligazionario e cash molto superiore rispetto ad altri paesi”.