Si è svolta ieri la Conferenza Annuale di Confassociazioni. Un parterre d’eccezione si è confrontato sul futuro del lavoro 4.0. Quali prospettive e quali scenari si dischiudono? “Alcune stime dicono che almeno 9 milioni di lavoratori potrebbero essere sostituiti dalle macchine nei

prossimi 7/10 anni e almeno altri 2 milioni sono a rischio. E’ sulla base di tale complesso orizzonte – ha affermato il Presidente di Confassociazioni - che abbiamo dedicato questa Conferenza Annuale al tema del “Lavoro 4.0”. Perché, anche se la quarta rivoluzione industriale si dispiega su tutti i nostri contesti economici e sociali, non possiamo non iniziare dal tema del lavoro. Un tema che vede trend evolutivi ancora da decifrare nel nostro Paese in termini di disoccupazione, partite IVA, smart working, competenze digitali, politiche attive per i giovani e per le donne”.

Le altre dichiarazioni.  

Andrea MANDELLI, Vice Presidente Commissione Bilancio del Senato, ha commentato “Siamo di fronte alla rivoluzione digitale e la politica sicuramente, se saprà dare ascolto alle esigenze delle Piccole e Medie imprese in termini di semplificazione, incentivi fiscali e formazione, potrà giocare un ruolo cruciale affinché le PMI possano essere protagoniste della rivoluzione 4.0”.   

 

Lucia Valente, Assessore politiche del Lavoro Regione Lazio ha dichiarato “Per i liberi professionisti si è già aperto un mondo nuovo: le tecnologie 4.0 stanno già cambiando il mondo del lavoro, basti pensare all’utilizzo delle stampanti 3D, all’Internet of Things o alla realtà virtuale e che sono già utilizzate nelle imprese. Bisogna puntare sulla formazione e sull’incentivo agli investimenti in tal senso. Sono orgogliosa di dire che la Regione Lazio crede molto in questo approccio e sta già supportando le PMI,  utilizzando i nuovi strumenti normativi forniti dal legislatore, come la legge 81 del maggio 2017 per la tutela del lavoro autonomo, che va proprio nella direzione dello sviluppo degli incentivi e delle competenze”

 

Oscar DI MONTIGNY, Fondatore MEDIOLANUM Corporate University, ha affermato "Se tra cinque anni saremo nel business come ci siamo adesso, saremo fuori dal business. Tra poco tempo, infatti, il mondo ci farà domande nuove a cui non potremo più rispondere ricorrendo ai nostri soliti paradigmi, appartenenti ad un'epoca oramai al tramonto. E questo tempo è già alle porte. La vera differenza non starà però nel cambiamento ma nel saper orientare questo cambiamento così veloce. Servono nuovi eroi alla guida della società civile, delle istituzioni e delle imprese”

 

Susanna Camusso, Segretario Generale CGIL,  ha dichiarato “Con l’avvento del 4.0 siamo per la prima volta davanti ad una rivoluzione industriale che, a differenza delle precedenti che la società ha affrontato in passato, non offre un tempo di transizione. E’ talmente unica questa rivoluzione 4.0 che ci  ha sicuramente fornito gli strumenti per lavorare in alcune realtà lavorative slegati dagli orari, ma al contempo si affronta oggi il tema del diritto alla disconnessione, perché la pervasività degli strumenti che ci fanno essere connessi alla rete, è diventata tale da porre un problema di cui alcune aziende si stanno già occupando. Allo stesso modo ci preoccupiamo giustamente della  formazione nelle scuole, ma un problema ugualmente pressante è dato da coloro che sono entrati nel modo del lavoro in epoca pre-digitale e gli esperti ci dicono che per costoro non ci sarà un futuro nel nuovo mondo 4.0.  Diventa dunque fondamentale che una consistente parte dei lavoratori entri da subito nel processo di formazione in nuove tecnologie. Le tecnologie sono in mano alle multinazionali dell’hi-tech, lo sappiamo. Ancora una volta dunque devono essere le scelte sociali, con la guida della politica, a guidare, esattamente come in passato, il percorso che porterà a superare il gap delle competenze del futuro.” 

 

Aurelio Regina, Presidente Manifatture Sigaro Toscano, ha affermato “Solo se le imprese manterranno alta la loro competitività potremo avere dal 4.0 un saldo occupazione/disoccupazione positivo. Uno studio sull’occupazione alla luce dell’avvento del 4.0 realizzato in Germania dimostra che l’Italia potrebbe trovarsi a non subire negativamente l’impatto delle nuove tecnologie sul proprio comparto lavorativo. A fronte di posti di lavoro persi, ne nascerebbero circa 2 milioni dal ricollocamento in Italia delle Imprese che sono andate all’estero e circa altri 7 milioni verrebbero proprio dalle aziende che offriranno servizi alle aziende 4.0.  Il Governo sta andando poi proprio nel senso dell’incentivazione alle Imprese ed il decreto per lo sviluppo della banda larga dimostra proprio questo”.

 

Giuliano Poletti, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali ha chiuso il convegno e ha dichiarato “Dobbiamo considerare l’avvento del 4.0 non come una crisi, ma come un cambiamento della società e non solo del mondo del lavoro. Bisogna certamente saper governare i processi, ma abbiamo una grande opportunità e le imprese che sapranno innovare vedranno crescere il proprio ruolo nel mercato.

Per aiutare a posizionare il Paese in maniera competitiva, il Ministero del Lavoro sta lavorando con il MIUR e con il MISE al “Tavolo del Lavoro che Cambia”, dove sempre più cruciale sarà il ruolo incentivante degli investimenti in sapere, conoscenza e formazione”.