Si è da poco conclusa la nona edizione dell’Economic Outlook, nata dal lavoro di squadra tra Assosvezia e Deutsche Bank. Il seminario ha lo scopo di offrire alle aziende svedesi e italiane associate alla Camera di Commercio Italo-Svedese l’ormai consueto approfondimento semestrale su

economia e finanza sia a livello globale, sia sull’Italia. Nel ruolo di moderatore, Davide Binaghi, Vice Presidente di Assosvezia e Managing Director di Telia Carrier Italia, ha introdotto i relatori di Deutsche Bank Luigi Sottile, Head DPM Italy Team e Michele Bovenzi, Discretionary Portfolio Manager che hanno saputo restituire una puntuale fotografia dello scenario economico-finanziario attuale, andando ad approfondire gli elementi che lo compongono.

Il primo dato importante è che a fronte di un insolito andamento disgiunto tra incertezza finanziaria e incertezza politica – quest’ultima ampiamente più pronunciata della prima – a livello mondiale si registra una volatilità dei mercati molto bassa. L’andamento di crescita generale è buono sia per i Paesi sviluppati, sia per quelli emergenti, ad eccezione di qualche caso isolato: ci troviamo di fronte alla fase di espansione più diffusa degli ultimi 40 anni.

Per quanto riguarda l’Eurozona, il trend positivo è partito con un poco di ritardo. A controbilanciare il lento avvio è arrivata una crescita più significativa che è stata definita Rinascimento Europeo. Nel quadro di una buona ripresa che si riconferma stabile per il terzo trimestre consecutivo, la BCE sta ora riducendo gradualmente i suoi interventi di stimolo monetario.

Sebbene ancora indietro rispetto al ritmo di crescita dell’Europa, in Italia si respira la stessa aria di positività. Le riforme fatte in questi anni hanno portato a un cambio di marcia in cui si percepisce un senso di ripresa, da consolidare, però, con ulteriori passi verso lo smarcamento dalla spinta esterna. Benché il debito pubblico del Paese sia ancora significativo, alcuni indicatori positivi di cambiamento mostrano come l’Italia voglia chiudere la differenza tra il PIL effettivo e quello potenziale. È una ripresa congiunturale ancora in fasce, specialmente se paragonata agli altri Paesi UE.

 

Anche la fiducia da parte delle aziende è migliorata: ad eccezione del metallurgico, nel 2017 tutti gli altri settori del manifatturiero hanno registrato una crescita del fatturato. Questi risultati positivi trovano in parte la loro ragion d’essere nel programma Industria 4.0 messo in campo dal governo. Sono risultati che vanno difesi puntando maggiormente sugli investimenti e tramite un lavoro strutturale che porti anche alla conquista di una quota maggiore di export Made in Italy.