L’80% della popolazione italiana preferisce brand inclusivi, attenti alla diversità in senso ampio, in termini di orientamento sessuale, religione, etnia, età, genere, disabilità e status socio-economico. La Diversity & Inclusion (D&I) è diventata decisiva per il successo delle aziende: la propensione a

consigliare un brand aumenta quando le aziende sono inclusive e arriva fino a valori del 70,8% (Net Promoter Score, indicatore del passaparola). Le aziende inclusive sono più apprezzate dai consumatori, attirano più talenti, migliorano le performance economiche. Ma quali sono loro i progetti? Quali le best practice in Italia?

Il tema è stato al centro della prima edizione del “Diversity Brand Summit”, presentato  a Milano e ideato da Francesca Vecchioni, Presidente di Diversity, associazione no profit impegnata nella promozione di politiche di diversity, e Sandro Castaldo, Professore di Marketing presso l’Università Commerciale Luigi Bocconi e Partner Fondatore di Focus Management, società di consulenza strategica esperta sulle tematiche del branding, del trust e della CSR

Nel corso del Summit è stato presentato il primo “Diversity Brand Index”, l'indicatore che misura la capacità dei brand di essere percepiti come inclusivi e di lavorare fattivamente per sviluppare una cultura orientata alla D&I. L'indice, che integrerà i risultati della survey sulla popolazione italiana con le valutazioni del Comitato Scientifico*, sarà espresso per ciascun marchio valutato, consentendo di individuare così i brand che concorreranno al Diversity Brand Award.

“La diversità è un valore in tutti gli ambiti della vita di ciascuno di noi – afferma il sindaco di Milano Giuseppe Sala –, un valore a cui non è possibile rinunciare e che, anzi, mi aspetterei che ormai venisse dato per scontato. Purtroppo così ancora non è ed è per questo che iniziative come quelle promosse da Diversity sono indispensabili e benvenute”.

“Oggi più che mai il valore che ognuno di noi associa ad un marchio, un brand, un’azienda, fa la differenza. La fa perché come consumatori scegliamo chi più ci rappresenta” dichiara Francesca Vecchioni, Presidente di Diversity. “Scegliamo chi ci assomiglia, chi riesce a parlarci davvero. Scegliamo di chi fidarci. Ascoltiamo i brand che parlano di noi e con noi, usando la nostra lingua. La nostra scelta è un potere, coglierla come responsabilità è un’opportunità” conclude Vecchioni.

 

“L’impegno dei brand sulla D&I non passa inosservato” commenta Sandro Castaldo, Professore di Marketing all’Università Bocconi di Milano. “I consumatori lo percepiscono e orientano le proprie scelte di conseguenza. La D&I genera fiducia nei confronti dei marchi ed alimenta positivamente la brand equity. Un brand inclusivo costituisce un asset per le aziende, potendo contare su una base di ambassador più ampia che alimentano un passaparola positivo determinante per la crescita”.