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“Fame, obesità, spreco di cibo e risorse limitate rappresentano alcune delle sfide che da qui ai prossimi anni dovremo vincere se vogliamo raggiungere, entro il 2030, gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile promossi dalle Nazioni Unite. Considerando che tutti condividiamo e consumiamo le risorse del Pianeta,

abbiamo urgentemente bisogno di cambiare gli attuali modelli di sviluppo e di sensibilizzare le coscienze di tutti. Una delle iniziative più importanti della Fondazione BCFN è dare un contributo concreto affinché ogni singola persona abbia la possibilità di fare scelte informate sul proprio stile di vita. Ecco perché anche quest’anno abbiamo deciso di realizzare un appuntamento dedicato a condividere evidenze, dati scientifici e best practice utili a costruire modelli alimentari rispettosi della salute delle persone e del Pianeta”, queste le parole di Guido Barilla, Presidente della Fondazione Barilla Center for Food & Nutrition, a margine dell’8° Forum Internazionale su Alimentazione e Nutrizione.

Nella due giorni dedicata al cibo, alla nutrizione e alla sostenibilità a 360° si sono alternati sul palco Jeffrey Sachs, l’economista di fama internazionale che ha dedicato il suo intervento al ruolo dei giovani e a quello che rappresenteranno per il futuro del Pianeta, Bob Geldof, attivista nella lotta alla fame nel mondo, Guido Barilla e Carlin Petrini, protagonisti di un dibattito sul ruolo del cibo e su ciò che questo rappresenta in termini di tutela della biodiversità e di sviluppo sostenibile, Melissa Fleming di UNHCR che ha spiegato perché aiutare i rifugiati a sopravvivere non è abbastanza… E ancora, il Forum è stata l’occasione per premiare i giovani ricercatori di tutto il mondo che si sono distinti nell’ideazione di progetti di ricerca su cibo, nutrizione e sostenibilità agro-alimentare grazie a BCFN YES!, e per parlare anche ai più piccoli che hanno potuto partecipare ai laboratori interattivi cimentandosi in attività con il cibo e con l’acqua, scoprendo così il nesso che esiste tra alimentazione e sostenibilità. A dare lo spunto creativo, il nuovo libro di fiabe di Gunter Pauli – edito da Edizioni Ambiente – che racconta con semplicità il tema della sostenibilità.

Ma sono state anche tante altre le novità annunciate nel corso del Forum. Ecco di seguito le principali.

MACROGEO: CIBO E CAMBIAMENTI CLIMATICI TRA LE CAUSE CHE SPINGONO 1 MILIARDO DI PERSONE A MIGRARE.  1 miliardo. Tante sono le persone che nel mondo vengono considerate “migranti”, perché si spostano all’interno del proprio Paese di nascita e residenza (760 milioni) o perché residenti in un Paese diverso da quello dove sono nati (245 milioni). Le cause? Molteplici, anche se quando si parla di migrazione non si può trascurare che ogni punto percentuale di aumento dell’insicurezza alimentare costringe l’1,9% della popolazione a spostarsi, mentre un ulteriore 0,4% fugge per ogni anno di guerra. E in questo quadro generale, Mediterraneo ed Europa ricoprono ancora un ruolo rilevante in termini di Paesi di destinazione, anche se in un’ottica di rotte percorse quella che va dal Sud verso il Nord e in particolare dall’Africa verso l’Europa sembra riguardare poco meno del 10% dei migranti africani. In questo percorso, sia in termini di sviluppo economico che di integrazione delle abitudini culturali, il cibo continua a ricoprire un ruolo predominante, sia perché resta una delle principali cause di migrazione, sia perché rappresenta una risorsa - anche economica – per i Paesi di destinazione. Sono queste, in sintesi, alcune delle principali evidenze dello studio “Food & Migration. Understanding the geopolitical nexus in the Euro-Mediterranean”, realizzato da MacroGeo insieme a BCFN.

I NUOVI DATI DEL FOOD SUSTAINABILITY INDEX: FRANCIA, GIAPPONE E GERMANIA SUL PODIO. ITALIA SETTIMA.  Francia. E poi Giappone e Germania. Sono i tre Paesi dove il cibo è il più “buono” del mondo. Non per il semplice gusto, ma perché, secondo la media dei vari parametri analizzati, si sono distinti maggiormente – tra i 34 Paesi analizzati -  nel produrre, distribuire e consumare il cibo. Questo quanto emerso dai risultati del nuovo Food Sustainability Index, l’indice realizzato da Fondazione BCFN e The Economist Intelligence Unit (EIU), che analizza le scelte alimentari del pianeta non solo sulla base del “gusto”, ma anche del valore complessivo che il cibo rappresenta. In questa nuova classifica, l’Italia arriva al settimo posto, pur classificandosi prima per agricoltura sostenibile. Tra le novità dell’edizione 2017 del Food Sustainability Index anche un focus sul bacino del Mediterraneo che evidenzia come, a livello generale, Francia (1°), Spagna (4°), Portogallo (6°) e Italia (7°) si trovino ai primi posti grazie alle politiche messe in campo contro gli sprechi alimentari – sia a livello industriale che domestico. I Paesi del sud del Mediterraneo ottengono posizioni inferiori: a metà classifica Israele (15°) e Turchia (16°) si distanziano da Giordania (25°), Egitto (27°), Marocco (29°), Tunisia (30°) e Libano (31°).