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Nel 2017, le risorse donate/investite nella comunità, pari a 5.350.000 euro, hanno generato un valore economico sociale di quasi 29 milioni di euro (ogni singolo euro ha dato un ritorno sociale di 5,21 euro) in termini di: formazione professionale dei ragazzi in percorso,

risparmio per la collettività derivante dal trattamento riabilitativo e riduzione dei costi della criminalità legata alla tossicodipendenza. È questa la fotografia della comunità scattata attraverso i risultati relativi al Bilancio di missione 2017 e al calcolo dello SROI di San Patrignano, che per la prima volta si è sottoposta alla misurazione dell’impatto sociale generato dalle sue attività[1].

I dati sono stati presentati a Roma, alla presenza - tra gli altri - di Antonio Tinelli, Presidente Comunità San Patrignano; Francesco Rullani, Professore Associato all'Università Luiss Guido Carli e direttore dell'Ethics Responsibility and Sustainability Hub alla Luiss Business School; Pietro Versari, Postdoctoral Research Fellow alla Católica Lisbon School of Business and Economics.

OLTRE 3 MILIONI DI EURO IL VALORE GENERATO DALLA FORMAZIONE PROFESSIONALE. A San Patrignano, studio e formazione professionale sono due cardini fondamentali dell’iter di recupero di ogni ragazzo: due strumenti necessari per riappropriarsi del proprio “io” e reinserirsi al meglio nella società, una volta terminato il percorso. Nel 2017, dei 260 ragazzi che hanno terminato il loro iter, 244 si sono reinseriti nel mondo esterno: di questi l’85% con un lavoro in mano. I benefici derivanti dal reinserimento lavorativo dei ragazzi, conseguente alla formazione professionale, sono stati quantificati in 3.170.232 euro (somma calcolata in base alla retribuzione dei ragazzi reinseriti nel 2017).

CIRCA 23 MILIONI DI EURO RISPARMIATI DALLO STATO PER I TRATTAMENTI RIABILITATIVI. I ragazzi che entrano a San Patrignano vengono inseriti in un percorso terapeutico di educazione e riabilitazione, attraverso interventi psicoterapeutici e/o psichiatrici (laddove necessario); un programma individuale di recupero, personalizzato in base alle caratteristiche di ogni singolo individuo; un servizio di tutoraggio e di screening dello stato di salute costanti. Il valore del risparmio per lo Stato derivante dal trattamento riabilitativo dei ragazzi in percorso è stato quantificato in circa 23 milioni di euro, calcolati in base alla mancata riscossione da parte di San Patrignano delle rette giornaliere per i ragazzi ospitati, che ogni Regione avrebbe dovuto pagare.

OLTRE 2 MILIONI E 600 MILA EURO IL RISPARMIO GENERATO PER LA RIDUZIONE DEI COSTI DELLA CRIMINALITA’. Nel 2017, San Patrignano ha ospitato 163 ragazzi in regime alternativo al carcere - per un totale di 18.084 giornate - i quali, da detenuti, sarebbero costati allo Stato 150 euro al giorno. Il risparmio totale per lo Stato ammonta quindi a 2.712.600 euro; sottraendo da questa cifra le rette pagate all’Ausl per i regimi di detenzione alternativa, il valore creato da San Patrignano è pari a 2.667.431,31 euro.

LA SFIDA DELL’AUTOSOSTENIBILITA’. Dalla sua nascita ad oggi, la comunità non ha mai chiesto contributi ai ragazzi ospitati né alle loro famiglie o allo Stato, ad eccezione delle rette oggi percepite per i minorenni. Da questa scelta deriva la sfida quotidiana di San Patrignano per raggiungere l’auto-sostenibilità, fra le sue attività produttive e le tante iniziative di raccolta fondi.

Nel 2017, i ricavi della comunità hanno raggiunto quota 27.375.000 euro, di cui quasi i 2/3 - il 65,9% (più di 18 milioni di euro) - provenienti dalle attività produttive di Sanpa; poco meno di 1/3 - il 29,2% (8 milioni) è arrivato dalle donazioni; e il restante 5,9% (1,3 milioni) da regalistica ed eventi. Ricavi di poco inferiori ai costi, pari a 27.545.000, di cui quasi 11 milioni per la quotidianità dei ragazzi in comunità, sostegno educativo, psicoterapeutico e legale dei ragazzi, 15 milioni per le attività finalizzate alla formazione e quasi 2 milioni per le cure mediche.