Si è svolto presso la sede italiana del Gruppo Bosch il “Sectorial Business Outlook”, un incontro organizzato dalla Camera di Commercio Italo-Germanica dedicato ai C-level delle aziende socie.

Il Presidente della AHK Italien Erwin Rauhe ha aperto i lavori presentando i risultati della survey condotta tra i soci sulle prospettive di business per il 2019. Le imprese che hanno partecipato al sondaggio, rappresentative di tutte le dimensioni aziendali e dei settori chiave nei quali è attiva la business community italo-tedesca, hanno espresso un ottimismo diffuso nei confronti del futuro.

Più della metà dei rispondenti giudica infatti positive sia le proprie condizioni economiche attuali sia le prospettive per il 2019, con un 38% delle imprese che prevede un aumento degli investimenti in Italia e un 46% che ha in programma nuove assunzioni.

Per quanto riguarda i fattori di rischio percepiti, le criticità principali sono legate alle scelte politico-economiche e alle eventuali ripercussioni in termini di calo della domanda. Emerge anche una diffusa preoccupazione per un tema più interno alle imprese: la qualificazione e la formazione del personale.

Le evidenze della survey sono state poi al centro di una tavola rotonda animata dall’esperienza e dalla prospettiva di cinque top manager di aziende leader dell'interscambio economico italo-tedesco: Roberto Callieri, Amministratore Delegato di Italcementi, Giacomo Campora, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Allianz Italia, Paolo Poma, Chief Financial Officer e Consigliere Delegato di Automobili Lamborghini, Paolo Suzzani, Amministratore Delegato di B. Braun Milano e Flavio Valeri, Chief Country Officer di Deutsche Bank in Italia.

A margine dei lavori, Jörg Buck, Consigliere Delegato della AHK Italien, ha commentato: «L’ottimismo espresso dalle nostre imprese è il segnale che il sistema industriale italiano è in grado di andare oltre le criticità strutturali del Paese e che la strada per la crescita passa dai mercati internazionali e dalla formazione. I risultati della nostra survey si inseriscono inoltre nel contesto dei numeri record che hanno caratterizzato l’interscambio economico tra Italia e Germania anche nella prima metà di quest’anno».