Illuminare la sede stradale in tempo reale in funzione del traffico, delle condizioni di luminanza e meteo. Tra gli obiettivi: ridurre le emissioni di CO2, tagliare i costi e migliorare la sicurezza. Questa la sfida tecnologica e ambientale di Reverberi Enetec, un’azienda emiliana nata in Italia negli

anni ottanta con la missione di rispondere alle crescenti esigenze di ottimizzazione e risparmio energetico nel campo dell’illuminazione pubblica.

Con una sede Castelnovo Ne’monti (Reggio Emilia) una a Desenzano del Garda (Brescia) ed un centro di ricerca e sviluppo a Gallarate (Varese) che assorbe il 20% dei dipendenti e un fatturato che negli anni 2000 è cresciuto dai 2-3 milioni a 11,5 milioni, Reverberi è stata scelta da Bruxelles come capofila italiana per l'ideazione e l'implementazione di un sistema innovativo per il controllo dell’illuminazione stradale.

Un finanziamento del programma europeo LIFE, per realizzare all’EUR di Roma un importante progetto sperimentale, che conferma la validità delle tecnologie di Reverberi, già presente nella capitale con ben 170.000 dispositivi che ne equipaggiano in questo momento i lampioni proprio per l’efficientamento energetico.

LIFE-Diademe – questo il nome del progetto pilota partito a fine 2016 e che si concluderà il 25 maggio 2020 - implementerà nella capitale un nuovo sistema di regolazione di illuminazione stradale economicamente efficiente, che sarà in grado di dimostrare sul campo, non solo a parole, una riduzione del consumo di energia del 30% rispetto ai migliori sistemi di controllo oggi presenti sul mercato grazie all’installazione in maniera diffusa su 1000 punti luce di sensori che acquisiranno dati su rumore, luminosità, traffico e inquinamento atmosferico. Lo stesso 30 percento in meno riguarderà anche le emissioni di CO2 e i costi di gestione.

Molto è già stato fatto in termini di test preliminari, finalizzati in laboratorio e sul campo, ma una volta che il progetto potrà dirsi “a completo regime”, le informazioni saranno raccolte in una unità centrale, nel quadro elettrico a bordo strada, dove gli  algoritmi valuteranno le condizioni rilevate in maniera diffusa, con la possibilità di erogare solo la luce necessaria in quel momento, senza sprechi.

Le informazioni rilevate andranno ad alimentare la base dati relativa all’area monitorata promuovendo la riduzione dell’impatto ambientale in ambito urbano e migliorando la sicurezza stradale, attraverso la rilevazione in tempo reale di anomalie di traffico o meteo. Un’analisi LCA valuterà i costi, il mercato potenziale assieme agli impatti socio-economici del nuovo sistema concentrandosi sulla riduzione dei costi pubblici per energia, manutenzione e rifiuti elettronici.

“L’installazione dei sensori sui primi punti luce è già cominciata e prevediamo di arrivare a fine anno con i primi 100 punti luce operativi, ma il progetto richiede indubbiamente un grande sforzo da parte del team di ricerca e sviluppo. I risultati saranno ulteriormente avvalorati non solo dalle analisi socioeconomiche e di mercato realizzate in maniera preliminare, ma anche dal fatto che la tecnologia sarà installata su una delle principali aree residenziali e commerciali della capitale, non in un piccolo comune di periferia, restituendo la fotografia precisa, in termini di dati, di un contesto urbano complesso”, ha commentato Paolo Di Lecce, amministratore delegato di Reverberi.

 

Gli obiettivi risultano tanto più ambiziosi se valutati a fronte della considerazione che gli oltre 90 milioni di lampioni pubblici europei sommano più del 50% dei consumi energetici pubblici e il 60% dei relativi costi. Innovazioni come l’illuminazione LED allo Stato Solido-SSL promettono circa il 50% di risparmio elettrico ma l’integrazione con tecnologie adattive per l’illuminazione della smart city aumenta ulteriormente la sostenibilità, in linea con le politiche UE verso l’illuminazione costo-efficiente e la riduzione dell’impatto ambientale.