È stata annunciata negli scorsi giorni l’alleanza strategica di due marchi leader nel settore del biologico, Baule Volante e Fior di Loto, che porterà alla costituzione di una nuova società la cui mission sarà quella di offrire servizi commerciali efficienti in grado di incrementare ulteriormente la

presenza e la vicinanza ai negozi specializzati. La fusione permetterà lo sviluppo di prodotti e di materie prime di qualità a partire da un potenziamento del reparto di Ricerca e Sviluppo che si assocerà a un controllo sinergico dell’intera filiera e a una costante tutela del territorio, reso possibile dalla virtuosa condivisione di valori tra le due realtà. Questi aspetti consentiranno inoltre alle due storiche aziende di conquistare nuove opportunità commerciali e accrescere ulteriormente la quota di mercato.

Il mercato del Bio – Qualche dato.  L’intero sistema dell’alimentare biologico è in crescita: nel 2016 il mercato biologico interno nel suo complesso ha totalizzato 3.094 milioni di EUR, in aumento del 10% rispetto al 2014. Le ultime stime relative alle vendite in GDO diffuse dall’aggiornamento Nielsen evidenziano un +16% (nell’anno terminante giugno 2017) e una quota del bio di oltre il 3% sul totale delle vendite alimentari (5 volte in più rispetto al 2000). Analizzando il peso per canale, anche le performance dei negozi specializzati registrano buoni risultati: nel 2016 hanno rappresentato il 29% del mercato interno totale del bio, con una crescita del 3,5% rispetto al 2015 (fonte: Nomisma su dati Nielsen – Assobio).

Per quanto riguarda il canale specializzato, bisogna tener conto che i negozi bio stanno cambiando: è vero che sono più che raddoppiati passando dai 682 del 1993 ai 1.423 del 2016, ma ci sono voluti oltre vent’anni. E negli ultimi quattro anni sono cresciuti del 12%, quindi a un ritmo contenuto del 3% l’anno. L’evoluzione in atto, da molto tempo, è quindi soprattutto qualitativa. A testimonianza di questo si nota come il fenomeno dell’aggregazione con formule che vanno da quelle più vincolanti come il franchising, fino alla condivisione di programmi commerciali e attività promozionali, attualmente coinvolge il 62% dei negozi.

Il settore registra numeri da record non solo sulle vendite: nel 2016 sono cresciute del 20% le superfici coltivate e gli operatori. Secondo le elaborazioni effettuate dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, le superfici coltivate con metodo biologico in Italia nel 2016 hanno raggiunto quota 1.795.650, rispetto agli 1,5 milioni del 2015. In termini assoluti, nell'ultimo anno, sono stati convertiti al biologico oltre 300 mila nuovi ettari. Crescono anche gli operatori che salgono a 72.154 (+20,3%).

A conferma della dinamica positiva in atto ormai da diversi anni, il biologico si ramifica all’interno dell’immaginario alimentare italiano crescendo costantemente: nel 2016 sono aumentate di 1,2 milioni le persone che hanno acquistato almeno in un’occasione un prodotto alimentare biologico, pari al 74% della popolazione, in aumento del 21% rispetto al 2012 (fonte: Consumer Survey Nomisma per ICE-Sana2016). Il profilo del consumatore tipo si identifica con una persona guidata da motivazioni legate alla salute, al rispetto dell’ambiente e delle biodiversità (quasi il 50% delle persone acquistanti biologico – fonte: Consumer Survey Nomisma per ICE-Sana2016).

 

I dati riportati mostrano un mercato che continua a sorridere al biologico con costanti prospettive di crescita sia in termini strutturali sia di fatturato, oltre che all’introduzione del trend in nuovi canali diversi da quelli classici (es. e-commerce, ristoranti & co, agriturismi, mense scolastiche).