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La storia del consumo cinese è troppo spesso trascurata o ancora peggio non compresa e tralasciata da gran parte dei gestori attivi ed è chiaramente sottorappresentata negli strumenti d’investimento passivi. In Cina i consumi si stanno espandendo rapidamente ed è all’interno del vasto numero di titoli A-share che

si trovano le opportunità di investimento migliori. L’urbanizzazione è uno dei driver chiave della trasformazione economica del Paese che si allontana da un’industria pesante dominata dalle aziende a controllo statale, per avvicinarsi a un’economia basata sul settore privato, guidato dai consumi interni, dal turismo e dai servizi.

E’ evidente che per essere un investitore di lungo termine “vincente” in Cina, c’è bisogno di una conoscenza a livello locale e di esperienza. Il mercato cinese infatti è volatile e pieno di incertezza ma mai povero di opportunità d’investimento.

Anche se le condizioni macroeconomiche sono più deboli che in passato, un atterraggio brusco è improbabile. Dopo tutto, la situazione attuale è la conseguenza di una serie di riforme economiche e non dovrebbe essere interpretata come un rallentamento significativo dell’attività. In passato, i settori secondari, come il Real Estate, erano i driver della crescita interna. Ora, l’agenda di riforme è destinata a rafforzare il contributo del settore terziario. Di conseguenza la Cina potrebbe riportare uno sviluppo più equilibrato, aperto e sostenibile.

All’interno di queste riforme, i casi d’investimento della “new economy” stanno emergendo come obiettivi chiave per gli investitori a lungo termine. Idee interessanti stanno per esempio spuntando dal settore aerospaziale, dalla difesa nazionale, dalle automobili di nuova energia, dai servizi sanitari, dall’informazione, dall’intelligence e dal segmento delle TMT. Essenzialmente, questi sono i settori evidenziati dal dodicesimo e dal tredicesimo piano quinquennale. Anche se alcune di queste idee sono già piuttosto mature nei Paesi occidentali, non lo sono invece in Cina.

Ci si aspetta che i mercati azionari cinesi siano volatili nel breve termine, ma che gradualmente acquisiranno un trend normale grazie ai vincitori nella “new economy”. La mancanza di fiducia tra gli attori di mercato sui settori a controllo statale rende nel complesso il sentiment sugli investimenti molto più a breve termine. E’ meglio evitare i settori volatili, come le banche a controllo statale. Idee d’investimento basate sul consumo dovrebbero dominare movimenti positivi sui mercati. Quanto alla liquidità, con l’obiettivo di completare l’offerta di riforme nel prossimo futuro, il Governo cinese non dovrebbe rilasciare una serie di stimoli in termini di politica fiscale o monetaria, ma dovrebbe piuttosto mantenere un livello moderato con operazioni di mercato aperto.

Questo rappresenta un contesto positivo per il mercato affinché riacquisti stabilità. Nel lungo periodo, mentre i prezzi del real estate sembrano destinati a rimanere elevati e i rendimenti dei bond a calare, le azioni -specialmente quelle sottovalutate nei settori in rapida crescita – continueranno a offrire vantaggi maggiori in termini di asset allocation rispetto ad altre asset class. Nuove storie d’investimento che stanno emergendo da una crescente economia trainata dai consumi rimarranno i driver di alpha nei mercati.

Il 2016 ha rappresentato un anno di svolta non solo per l’economia cinese ma anche per la deregolamentazione dei mercati finanziari e per l’azionario cinese. I titoli A-share offrono agli investitori sia diversificazione all’interno dell’allocazione sulla Cina, sia l'accesso a un numero più ampio di opportunità di investimento. Molti di questi sono strettamente legati alla trasformazione economica del Paese. Il consumo cinese continuerà a svilupparsi e a offrire manager esperti pronti a sfruttare le inefficienze del mercato.

 

A cura di Peng Yao, Fund Manager Asian Equities di Union Bancaire Privée – UBP