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L’esercizio 2017 si è chiuso per il Gruppo UBI allargato con un utile contabile di 690,6 milioni di euro (rispetto a una perdita di 830,2 milioni per UBI stand alone nel 2016) ed un utile al netto delle componenti non ricorrenti a 188,7 milioni di euro (rispetto a una perdita di 474,4 milioni per UBI stand alone nel 2016).

Al risultato hanno contribuito i proventi operativi generati dal Gruppo UBI allargato per 3.578,5 milioni, in crescita di circa 459 milioni rispetto ai 3.119,5 milioni conseguiti da UBI stand alone nel 2016, mentre gli oneri operativi, che non riflettono ancora i risparmi di costo previsti dal Piano Industriale, si sono attestati a 2.427 milioni, in crescita di soli 274 milioni rispetto ai 2.153,5 milioni registrati da UBI stand alone nel 2016, grazie alle azioni di contenimento poste in essere nel 2017.

Nel dettaglio, il 2017 ha registrato i seguenti principali risultati: un margine d’interesse a 1.626,6 milioni (+8,6% vs UBI stand alone nel 2016), che include 68,8 milioni di “bonus” TLTRO a seguito della conferma della crescita prevista nel perimetro degli impieghi di riferimento; commissioni nette per 1.546,3 milioni (+15,8% vs UBI stand alone nel 2016), che confermano la bassa incidenza delle commissioni up-front e delle commissioni di performance (complessivamente 14,2% del totale rispetto a 16,7% per UBI stand alone nel 2016) e quindi la focalizzazione virtuosa sulle commissioni “ricorrenti”;  un utile netto dell’attività di negoziazione e copertura a 252,6 milioni (153,7 milioni 2016), essenzialmente riferito all’attività di UBI, che comprende un importante apporto della vendita di titoli di debito AFS e HTM (circa 170 milioni nel 2017 vs 120 nel 2016) e la valorizzazione, nell’ambito del risultato della negoziazione, delle opzioni sul portafoglio partecipativo del Gruppo per 62,7 milioni di euro; un risultato positivo delle società assicurative apportate al Gruppo dalla Banca Tirrenica, pari a 12,4 milioni, non presente nei risultati 2016 del Gruppo UBI stand alone; spese per il personale attestatesi a 1.480,9 milioni includendo le 3 Banche rispetto a 1.275,3 per UBI stand alone a fine 2016. L’incremento è ascrivibile all’ingresso nel Gruppo di 3.500 risorse medie provenienti dalle Banche acquisite per un costo teorico di circa 224 milioni sui 9 mesi, mitigato dai Piani di incentivazione all’esodo firmati negli ultimi anni (-48 milioni) che hanno consentito anche di compensare incrementi inerziali delle retribuzioni.

Complessivamente, nel Gruppo allargato sono uscite nell’anno 1.379 risorse, alle quali andranno ad aggiungersi circa 550 risorse la cui uscita è prevista nel 2018; altre spese amministrative per il Gruppo allargato per 787,6 milioni rispetto ai 734,7 di UBI stand alone nel 2016 e rettifiche di valore nette su attività materiali e immateriali a 158,4 milioni rispetto ai 143,5 di UBI stand alone nel 2016 che non beneficiano ancora, dato il processo di integrazione in corso, delle sinergie di risparmio attese in arco Piano. Peraltro, le migrazioni di Banca Adriatica nell’ottobre 2017 e di Banca Tirrenica nel novembre 2017 sul sistema IT di UBI Banca hanno già consentito la chiusura di oltre 100 sportelli, portando il totale sportelli domestici del Gruppo da 1.524 a fine dicembre 2016, a 1.948 dopo l’inclusione delle 3 banche, a 1.838 a fine 2017.