Presentati al congresso dell’European Society for Medical Oncology (ESMO) i risultati dello studio di fase III, ALUR, che mostrano come alectinib sia in grado di ridurre significativamente il rischio di progressione della malattia o morte (sopravvivenza libera da progressione, PFS)

dell’85% rispetto alla chemioterapia, nei pazienti affetti da NSCLC avanzato ALK-positivo andati incontro a progressione durante il trattamento con chemioterapia a base di platino e crizotinib (hazard ratio [HR] = 0,15, IC al 95%: 0,08-0,29, p < 0,001).

La PFS mediana riportata dagli sperimentatori, endpoint primario dello studio, è stata di 9,6 mesi nei pazienti trattati con alectinib (IC al 95%: 6,9-12,2) e a 1,4 mesi (IC al 95%: 1,3-1,6) in quelli sottoposti a chemioterapia.

 La PFS mediana valutata da un comitato di revisione indipendente (IRC), uno degli endpoint secondari, è stata di 7,1 mesi nei pazienti trattati con alectinib e a 1,6 mesi in quelli sottoposti a chemioterapia (HR = 0,32, IC al 95%: 0,17-0,59; p < 0,001). Il profilo di sicurezza di alectinib è risultato coerente con quello osservato negli studi precedenti.

 

“I risultati sorprendentemente positivi emersi dallo studio ALUR su molteplici endpoint confermano ulteriormente l’efficacia di alectinib in questa patologia”, ha dichiarato Sandra Horning, MD, Chief Medical Officer e Head of Global Product Development di Roche. “Auspichiamo che questi dati potranno contribuire a favorire il rapido accesso di alectinib per il trattamento dei pazienti affetti da carcinoma polmonare ALK-positivo”.