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Si concentrerà su big data, sistemi integrati in sanità, innovazione, policy maker, aspetti socio-economici e industria della salute, il lavoro di “Regions4PerMed: Interregional coordination for a fast and deep uptake of personalised health”. Si tratta di un progetto europeo

incentrato sul ruolo cruciale delle regioni per l’implementazione dei programmi di medicina di precisione e che vede l’Italia protagonista con due realtà d’eccellenza nell’ambito delle scienze delle vita, la Fondazione Toscana Life Sciences come coordinatore del progetto (Regione Toscana) e la Fondazione Regionale per la Ricerca Biomedica (Regione Lombardia). Dall’Europa, assegnati 1,7 milioni di euro per un percorso quadriennale che ha l’obiettivo di coinvolgere fino a 180 diverse regioni e oltre 1.000 stakeholder.

Una sfida, quella della medicina personalizzata, colta ormai da molti Paesi ma che, se da un lato rappresenta una vera rivoluzione in termini medico-scientifici e organizzativi, dall’altro affronta e cerca di rispondere ad alcune criticità in termini di sostenibilità, privacy, etica etc. Perché le enormi potenzialità di questo nuovo approccio, non solo alla cura ma anche e soprattutto in termini predittivi e preventivi, non restino teoria ma possano rappresentare veramente il futuro prossimo della scienza e della medicina, è dunque fondamentale un intervento che definisca le linee guida di implementazione a supporto dei futuri programmi di ricerca e innovazione sul tema.

Un futuro nel quale la UE crede molto se consideriamo che nei bandi Horizon2020 sono ben 170 i progetti dedicati alla medicina personalizzata per i quali sono stati stanziati circa 870 milioni di euro dalla Commissione Europea (ai quali vanno aggiunti altri 40 progetti del programma IMI – Innovative Medicine Initiative) e lo stesso vale in termini di strategie regionali innovative per la smart specialisation (RIS3), con 52 regioni che stanno già sviluppando policy adeguate sul tema della medicina personalizzata.

La trasformazione dei sistemi sanitari da modelli di cura reattivi a sistemi predittivi e preventivi e, dunque, l’implementazione del paradigma della medicina personalizzata, richiede la collaborazione e l’allineamento tra molteplici attori e programmi europei sia tra Stati membri ma soprattutto tra regioni europee, al fine di costruire un piano d’azione integrato per favorire l’innovazione nel settore. In quest’ottica il progetto, basato sul dialogo tecnico con i massimi esperti internazionali e che ha già coinvolto quasi 50 regioni europee, affronterà temi quali intelligenza artificiale e cartelle cliniche elettroniche, telemedicina e procurement innovativo, per individuare i maggiori ostacoli a un pieno sviluppo della medicina personalizzata, nonché indicare quali investimenti (anche congiunti a livello interregionale) poter attivare. Il lavoro sarà supervisionato dal punto di vista tecnico e scientifico anche da un Advisory Board composto da figure di spicco del mondo dell’Industria, dell’Università, delle Aziende ospedaliere o appartenente ad altri Istituti del settore salute.

Il progetto “Regions4PerMed” è stato presentato in occasione del 2° Congresso della European Alliance for Personalised Medicine (EAPM), evento internazionale che quest’anno ha scelto l’Italia per una tre giorni di incontri e approfondimenti con specialisti da tutto il mondo, riunitisi a Milano per discutere del futuro della medicina e, quindi, delle sfide e opportunità poste dalla medicina personalizzata.