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Le esposizioni curate da architetti svedesi che saranno presenti alla Biennale Architettura a Venezia quest’anno:

Greenhouse Garden - Reflect, Project, Connect.  Greenhouse Garden: Reflect, Project, Connect consiste in una mostra svedese in un padiglione provvisorio di legno realizzato presso la Serra dei Giardini dagli architetti di In Praise of Shadows e una serie di seminari e workshop sull’architettura, l’ambiente edificato e sugli obiettivi globali dell’Agenda 2030, nonché su come l’architettura e il legno possono contribuire alla loro realizzazione.

Plots, Prints and Projections è il titolo della mostra in cui verrà esposta una serie di installazioni spaziali di grandi proporzioni, frutto di uno studio sul difficile ruolo contemporaneo delle rappresentazioni architettoniche e sulle loro traduzioni in forma edificata, nel punto di incontro tra il legno, materiale dinamico, e l’industria manifatturiera.

Da questo studio scaturiranno esplorazioni architettoniche delle transizioni che partono dai disegni architettonici, misurazioni, notazioni e istruzioni virtuali per la produzione fino alla loro manifestazione materiale, utilizzando il legno come materiale primario e vice versa. All’interno della storia della pratica dell’architettura, le varie modalità digitali e analogiche di rappresentazione architettonica continuano a essere le tecniche attraverso cui comprendere e studiare la disciplina dell’architettura.

Another Generosity – la mostra nel Padiglione nordico.  L'architetto finlandese Eero Lundén è stato scelto per curare il contributo nordico alla Biennale 2018. La mostra Another Generosity esplora la relazione tra natura e ambiente costruito.

Il Padiglione Nordico, progettato da Sverre Fehn nel 1962, è un omaggio a vari fenomeni naturali: luce, suoni e materiali, fusi in un'esperienza architettonica unica. L'installazione 2018 nel Padiglione nordico si basa sul concetto originale di Fehn e pone domande sul nostro attuale rapporto con la natura. Il progetto è ancora in fase di sviluppo, ma mira a creare un'esperienza totale per i visitatori e un luogo per incontri e conversazioni durante la Biennale.

Il progetto è commissionato congiuntamente dai direttori di tre musei nordici; Juulia Kauste, Museum of Finnish Architecture; Nina Berre, Norwegian National Museum of Art, Architecture and Design e Kieran Long, ArkDes (Swedens national centre for architecture and design).

I tre musei hanno l'ambizione di rendere il Padiglione Nordico una piattaforma per stimolare la ricerca, la creatività e il confronto nel campo dell'architettura. L'obiettivo è anche far conoscere ai visitatori le idee più innovative e interessanti dell’architettura nordica.

A partire da quest'anno, le istituzioni si alterneranno nello scegliere una figura per guidare la mostra del padiglione. Potrebbe trattarsi di un architetto, un ricercatore, un curatore o qualcun altro che abbia contribuito allo sviluppo dell'architettura. Le istituzioni, a turno, hanno il ruolo di condurre la mostra nel padiglione, in questo modo tutti i paesi avranno la possibilità nel corso di un periodo di sei anni di guidare la commissione.

Quest'anno, il Museum of Finnish Architecture è in prima linea, nel 2020 sarà invece il turno del Norwegian National Museum of Art, Architecture and Design e nel 2022 sarà ArkDes ad assumersi la responsabilità del Padiglione nordico. I tre musei collaborano ogni anno per finanziare il progetto, fornire supporto curatoriale e garantire che il contesto nordico sia parte integrante del lavoro degli architetti.

Freespace - la mostra principale nel Padiglione Centrale.  La Svezia sarà presente con due mostre anche nel prestigioso Padiglione Centrale. Arkdes e Elizabeth Hatz Architects sono stati invitati a partecipare alla mostra principale della Biennale che quest’anno ha il titolo Freespace. In totale saranno 71 gli architetti provenienti da tutto il mondo che si impegneranno in un’indagine che sveli l'ingrediente freespace che trova spazio nei loro progetti.