Il procedimento, che risulta competitivo per tempi e costi, prevede l’eliminazione di un composto nocivo come l’idrogeno solforato attraverso la sua trasformazione in zolfo, grazie all’uso di particolari batteri resi più efficienti da lunghezze d’onda di un’illuminazione a LED.

La necessità di eliminare l’idrogeno solforato è dovuta sia alla sua tossicità che alla sua corrosività che può danneggiare condotti e impianti.

Lo zolfo estratto può essere destinato a diversi impieghi industriali e agronomici come ad esempio nell’agricoltura biologica per la produzione di fitofarmaci naturali.

Il biogas è prodotto dalla fermentazione di biomasse da parte di microrganismi. Oltre ai due costituenti principali, metano e anidride carbonica, nel biogas sono presenti composti secondari come l’idrogeno solforato. Per poter essere utilizzato come combustibile il metano presente nel biogas deve essere separato sia da questi composti che dall’anidride carbonica, con un procedimento chiamato upgrading del biogas”, spiega Elena De Luca ricercatrice ENEA e inventrice del brevetto.

Il processo, opportunamente sviluppato, sarà utile per produrre biometano a costi notevolmente più bassi rispetto agli attuali sistemi di purificazione. Inoltre, l’incremento di produzione del biometano potrebbe avere ricadute positive sull’ambiente grazie a un suo maggior utilizzo nel trasporto su gomma”, conclude Elena De Luca.