Il Consiglio di Amministrazione di Parmalat S.p.A., riunitosi sotto la Presidenza di Gabriella Chersicla, ha esaminato l’andamento del Gruppo nei primi nove mesi del 2017.  In un contesto di mercato caratterizzato dall’estrema volatilità dei prezzi della materia prima, i primi nove mesi del 2017 sono stati influenzati

da un rialzo del costo del latte a livello mondiale. Tale fattore, unitamente ad uno scenario di mercato altamente competitivo, sia in ambito retail che in ambito industriale, ha innescato dinamiche sfavorevoli in alcune aree in cui il Gruppo opera, con significative differenze regionali.

In tale ambito, il Gruppo, già a partire dal primo semestre dell’anno, ha implementato nei diversi mercati in cui opera specifiche politiche commerciali volte ad un adeguamento dei prezzi di vendita per contrastare il citato rialzo del costo dei fattori produttivi.

I volumi di vendita del Gruppo, a perimetro costante - ottenuto escludendo i risultati delle attività acquisite nel corso del 2016 (Parmalat Australia YD) e del 2017 (Cile, Karoun negli Stati Uniti d’America e Silac in Italia) - ed escluso il Venezuela, mostrano un calo del 3,7% riconducibile a tutte le aree geografiche e, in particolare, all’America Latina (Brasile) e all’Africa. Inoltre, nel periodo si segnala un generale deterioramento del mix di vendita.

Il fatturato netto, esclusa iperinflazione, si attesta a 4.839,2 milioni di euro, in aumento di 250,9 milioni (+5,5%) rispetto ai primi nove mesi del 2016. A tassi di cambio e perimetro costanti e senza il Venezuela, il fatturato netto risulta in linea con l’anno precedente con un contributo positivo delle aree Nord America ed Europa, per le politiche commerciali di rialzo dei prezzi, e con un andamento negativo dell’area America Latina, specialmente in Brasile per la flessione dei volumi.

Alla luce dei trend precedentemente descritti, il margine operativo lordo - che all’inizio dell’anno era previsto in progressione ma che già nel corso del primo semestre aveva evidenziato un rallentamento portando ad una revisione della guidance in sede di approvazione dei risultati semestrali - ha mostrato un’ulteriore flessione nel terzo trimestre con importanti ricadute sulla previsione per l’intero esercizio.

 

In questo quadro si segnala che il margine operativo lordo nei primi nove mesi dell’anno è pari, esclusa iperinflazione, a 325,4 milioni di euro, in diminuzione di 11,5 milioni (-3,4%) rispetto ai primi nove mesi del 2016. A cambi e perimetro costanti e senza il Venezuela, il margine operativo lordo è in calo del 5,8% rispetto all’anno precedente.