Il Consiglio di Gestione di UBI Banca ha approvato i risultati consolidati dei primi 9 mesi del 2017, che includono, a partire dal 1 aprile 2017, quindi per due trimestri, le 3 Banche recentemente acquisite. I risultati economici e patrimoniali dei primi nove mesi del 2017 comprendono

l’impatto dell’allocazione del “badwill”, determinato in via provvisoria complessivamente pari a 995 milioni alla data del 1 aprile 2017.

Tale allocazione, che deriva dalla ri-esposizione delle attività e le passività acquisite al fair value alla data di primo consolidamento, ha portato a rettificare in diminuzione principalmente i crediti deteriorati (mediante incremento dei fondi rettificativi per 560 milioni lordi), mentre il valore dei crediti in bonis a medio lungo termine risulta allineato al valore di iscrizione a bilancio. Rettifiche di entità decisamente più contenuta sono state effettuate sulla raccolta a medio lungo termine, sul software e sui contratti connessi ai fondi immobiliari, mentre valori leggermente positivi sono stati riscontrati su attivi gestiti. A seguito di tale allocazione, la quota rimanente relativa al “bargain purchase”, complessivamente contabilizzata a conto economico risulta pari a 616,2 milioni.

Le rettifiche effettuate alle poste patrimoniali in conseguenza del processo di purchase price al location hanno già dato luogo, nel secondo e nel terzo trimestre dell’anno, a “reversal” sia positivi che negativi, per un netto di +56,7 milioni di euro.

Al netto delle poste non ricorrenti, l’utile del Gruppo allargato si è attestato a 167,3 milioni, sintesi principalmente del risultato di UBI Stand Alone, pari a 190,1 milioni di euro, e di quello delle 3 Banche Acquisite, pari a -22,9 milioni (includendo il riversamento della PPA per +56,7 milioni).

Includendo le poste non ricorrenti, i primi 9 mesi del 2017 si sono chiusi per il Gruppo allargato con un utile netto di 702 milioni di euro, che include il risultato di UBI Banca Stand Alone per 112,6 milioni di euro e quello delle 3 Banche Acquisite per -26,5 milioni (includendo il riversamento della PPA per +56,7 milioni), oltre al “bargain purchase” di cui sopra per 616,2 milioni.