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Il Consiglio di Amministrazione di Intesa Sanpaolo ha approvato il resoconto intermedio consolidato al 30 settembre 2017. I risultati dei primi nove mesi del 2017 riflettono i punti di forza del modello di business di Intesa Sanpaolo, che coniuga una generazione di ricavi focalizzata sulla crescita delle

commissioni a un’elevata efficienza, e il miglioramento del trend della qualità del credito, e sono in linea con l’impegno alla distribuzione di 3,4 miliardi di euro di dividendi cash per il 2017: utile netto: utile netto contabile nel terzo trimestre 2017 a 650 milioni di euro e nei primi nove mesi del 2017 a 5.888 milioni, che comprende il contributo pubblico cash di 3,5 miliardi di euro, esente da imposte, nel secondo trimestre 2017, a compensazione degli impatti sui coefficienti patrimoniali derivanti dall’acquisto di attività e passività di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca; se si esclude il predetto contributo pubblico e l’apporto dell’acquisizione dei rami di attività di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, consolidati a conto economico dal terzo trimestre 2017, l’utile netto è pari a 731 milioni nel terzo trimestre 2017, rispetto a 837 milioni di euro nel secondo trimestre 2017 e a 628 milioni del terzo trimestre 2016, e a 2.469 milioni nei primi nove mesi del 2017, rispetto a 2.335 milioni dei primi nove mesi del 2016;  escludendo anche l’ammontare di tributi e altri oneri riguardanti il sistema bancario (ossia, principalmente, i contributi ai fondi di risoluzione e di garanzia dei depositi e gli oneri relativi alle rettifiche di valore riguardanti Atlante e lo Schema Volontario del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi), l’utile netto è risultato pari nel terzo trimestre 2017 a 910 milioni di euro, rispetto a 1.015 milioni del secondo trimestre 2017 e a 697 milioni del terzo trimestre 2016, e nei primi nove mesi del 2017 a 3.108 milioni, rispetto a 2.517 milioni dei primi nove mesi del 2016; nel quarto trimestre del 2017 è prevista la contabilizzazione della plusvalenza netta di circa 800 milioni di euro derivante dalla cessione di Allfunds firmata nel primo trimestre;

risultato corrente lordo, escluso il contributo pubblico, in aumento del 16,2% nei primi nove mesi del 2017, rispetto ai primi nove mesi del 2016; risultato della gestione operativa (•) nei primi nove mesi del 2017 in crescita dell’ 1,5%, rispetto ai primi nove mesi del 2016, se si escludono l’effetto della svalutazione della valuta egiziana e i dividendi provenienti dalla quota detenuta in Banca d’Italia (pari a 10 milioni di euro nei primi nove mesi del 2017, rispetto ai 121 milioni dei primi nove mesi del 2016);

 

proventi operativi netti nei primi nove mesi del 2017 in crescita dell’ 1,4%, rispetto ai primi nove mesi del 2016, se si escludono l’effetto della svalutazione della valuta egiziana e i dividendi provenienti dalla quota detenuta in Banca d’Italia; interessi netti nei primi nove mesi in aumento dello 0,2%, rispetto ai primi nove mesi del 2016, se si esclude l’effetto della svalutazione della valuta egiziana; commissioni nette in crescita del 6,4% nei primi nove mesi del 2017 rispetto ai primi nove mesi del 2016, conseguente alla forte ripresa del risparmio gestito, che nei nove mesi ha registrato una crescita dello stock di oltre 17 miliardi di euro e una raccolta netta pari a circa 15 miliardi.