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“La crescita dei clienti costante nel tempo”, ha dichiarato Nazzareno Gregori, Direttore Generale di Credem, “è la misura di quanto le nostre caratteristiche distintive come la solidità, la trasparenza e la completezza di offerta, siano la chiave per competere. L’inserimento tra i conglomerati finanziari e

la vigilanza supplementare della BCE”, ha aggiunto Gregori, “si collocano nel percorso di crescita ottenuta grazie all’efficacia degli investimenti effettuati che ci hanno consentito di raggiungere una dimensione maggiore ed un’offerta più ampia. Nei prossimi mesi”, ha concluso Gregori, “continueremo con decisione ad investire sulle persone ed in tecnologia perché siamo convinti che vi siano ulteriori importanti spazi di sviluppo soprattutto nell’offerta di servizi a tutela delle persone, del patrimonio e dei beni delle imprese, oltreché nella gestione del risparmio e nell’assistenza creditizia, aree in cui abbiamo una consolidata competenza”.

Oltre 76 mila nuovi clienti, 200 assunzioni di cui 75% giovani, raccolta complessiva da clientela +7,1% a/a (raccolta gestita +11,8% a/a, raccolta assicurativa +6,5% a/a), prestiti in crescita del 6,9% a/a (rispetto a +1,3% a livello di sistema) con rapporto tra sofferenze nette ed impieghi netti a 1,43%, CET1 Ratio a 13,37% e utile netto consolidato +42,1% a/a a 146,5 milioni di euro. Sono queste le principali voci dei risultati individuali e consolidati del Gruppo Credem al 30 settembre 2017, approvati oggi dal Consiglio di Amministrazione dell’istituto presieduto da Giorgio Ferrari. I dati confermano l’efficacia della strategia di crescita organica attuata dal Gruppo con investimenti sulle persone ed in tecnologia per supportare l’attività commerciale e l’acquisizione di nuova clientela. E’ proseguito inoltre il supporto a famiglie ed imprese con elevata attenzione alla qualità degli attivi ed alla solidità patrimoniale con l’obiettivo di mantenere la redditività del Gruppo ai vertici del sistema.

Risultati economici consolidati.  Il margine di intermediazione è in crescita del 6,3% a/a e si attesta a 850,6 milioni di euro rispetto agli 800,4 milioni di euro a fine settembre 2016. All’interno dell’aggregato, il margine finanziario(8) raggiunge i 355,3 milioni di euro, +5% rispetto ai 338,3 milioni di euro dello stesso periodo del 2016. Il margine servizi è in progresso del 7,2% a/a ed è pari a 495,3 milioni di euro rispetto ai 462,1 milioni di euro dello scorso anno. Nel dettaglio le commissioni nette sono in crescita dell’8,8% a/a a 387,6 milioni di euro, con un apporto positivo delle commissioni da gestione ed intermediazione (+17,3% a/a a 254,8 milioni di euro) a fronte del calo di quelle da servizi bancari (-4,4% a/a a 132,8 milioni di euro). E’ in progresso inoltre il risultato dell’attività finanziaria che si attesta a 58,5 milioni di euro (+10,6% a/a), mentre è in leggera contrazione il margine assicurazioni ramo vita (-1,1% a/a a 36,8 milioni di euro).

I costi operativi si attestano a 539,2 milioni di euro, con un andamento (+1,4% a/a rispetto ai 531,9 milioni di euro a settembre 2016) in linea con la pianificazione strategica del Gruppo e che riflette sia gli investimenti per la crescita commerciale, anche in termini di aumento del personale, sia l’adeguamento alle evoluzioni normative. In particolare, le spese amministrative raggiungono 170,8 milioni di euro (-1,3% a/a), mentre le spese per il personale ammontano a 368,4 milioni di euro (+2,6% a/a).

Il cost/income risulta pari a 63,4% in contrazione sia rispetto al 66,5% a settembre dello scorso anno, sia rispetto al 64,4% di fine 2016. Il risultato lordo di gestione raggiunge 311,4 milioni di euro, +16% rispetto ai 268,5 milioni di euro a fine settembre 2016. Gli ammortamenti sono pari a 36,1 milioni di euro rispetto ai 33,9 milioni di euro dell’anno precedente (+6,5% a/a). Il risultato operativo si attesta a 275,3 milioni di euro, +17,3% a/a rispetto ai 234,6 milioni di euro nello stesso periodo del 2016.

Gli accantonamenti per rischi ed oneri mostrano un saldo positivo di 0,8 milioni di euro (-7,4 milioni di euro a fine settembre 2016). Le rettifiche nette di valore su crediti sono in calo del 16,7% a/a e si attestano a 39,3 milioni di euro rispetto ai 47,2 milioni di euro a settembre 2016.

Il saldo delle componenti straordinarie è pari a -20,9 milioni di euro rispetto a -27,3 milioni di euro a fine settembre 2016 e comprende, tra l’altro, -19,8 milioni di euro, al lordo dell’effetto fiscale, come contributi al Fondo di Risoluzione Unico e al Fondo Nazionale di tutela dei depositi (DGS).

 

L’utile ante imposte si attesta a 215,9 milioni di euro, +41,4% rispetto ai 152,7 milioni di euro nello stesso periodo del 2016, mentre le imposte sul reddito ammontano a 69,4 milioni di euro (49,6 milioni di euro a fine settembre 2016, +39,9% a/a). L’utile netto consolidato è pari a 146,5 milioni di euro, in crescita del 42,1% rispetto ai 103,1 milioni di euro dello stesso periodo del 2016.