I ricavi netti consolidati di Gruppo al 31 dicembre 2017 si attestano a 895,8 milioni di Euro rispetto ai 968,3 milioni del pari periodo 2016, principalmente per effetto di alcune disomogeneità tra le quali la cessazione nel 2017 di alcuni contratti di raccolta pubblicitaria per conto di editori terzi (-31,3 milioni) e

i ricavi correlati alle manifestazioni sportive del 2016, in particolare i Campionati europei di calcio e le Olimpiadi (-7,5 milioni). Al netto delle citate disomogeneità, la variazione si attesterebbe a -33,7 milioni (-3% circa rispetto al 2016).

I ricavi editoriali ammontano a 344,9 milioni di Euro, con una flessione di 35,5 milioni rispetto al 2016, dei quali 17,5 milioni riconducibili al diverso piano editoriale dei collaterali e alla revisione della politica promozionale in Spagna. A livello diffusionale, si conferma la leadership e un andamento migliore del mercato nei rispettivi segmenti di riferimento dei quotidiani Corriere della Sera, La Gazzetta dello Sport, Marca ed Expansiòn, mentre El Mundo conferma la seconda posizione tra i quotidiani generalisti spagnoli.

I ricavi pubblicitari ammontano a 409,8 milioni di Euro e presentano un decremento di 41,4 milioni rispetto al 2016. Escludendo gli aspetti disomogenei sopra evidenziati, risultano sostanzialmente stabili rispetto al pari dato dell’esercizio 2016. In particolare, in Italia si evidenzia un leggero incremento della raccolta pubblicitaria, invertendo un trend storico iniziato dal 2011 e realizzato nonostante il mercato di riferimento dei quotidiani sia risultato in calo del 7,7% e dei periodici del 6,2%.

L’EBITDA è positivo per 138,2 milioni di Euro (margine pari al 15,4% dei ricavi), in miglioramento di oltre 48 milioni (+53,7%) rispetto all’anno precedente grazie alle nuove iniziative lanciate nel corso del 2017, nonché alle continue e incisive azioni di efficientamento che hanno portato nell’esercizio benefici pari a 58 milioni. Tali effetti positivi sono riconducibili alle attività in Italia per 38,2 milioni e alle attività in Spagna per 19,8 milioni. Escludendo gli oneri netti aventi natura non ricorrente, pari a 1,8 milioni di Euro nel 2017 (10,6 milioni nel 2016), l’Ebitda è positivo per 140 milioni.

Il risultato operativo (EBIT), positivo per 95,6 milioni di Euro, migliora di 60,6 milioni rispetto all’anno precedente: oltre al miglioramento dell’EBITDA, contribuiscono minori ammortamenti per 14 milioni (in parte dovuti al passaggio da vita utile definita a vita utile indefinita delle testate quotidiane Marca ed Expansiòn), mentre si registrano svalutazioni di immobilizzazioni per 2,4 milioni al 31 dicembre 2017 rispetto a 0,7 milioni a fine 2016.

Gli oneri finanziari netti risultano pari a 24,4 milioni di Euro, in decremento di 5,9 milioni rispetto all’esercizio 2016. Al miglioramento contribuiscono i minori interessi passivi su finanziamenti verso il sistema bancario (-4,3 milioni di Euro) per effetto della riduzione dell’indebitamento medio e di uno spread più favorevole anche a seguito della rinegoziazione del Contratto di Finanziamento finalizzata nel mese di agosto 2017.

Il risultato netto di Gruppo dell’esercizio 2017 è positivo per 71,1 milioni, in miglioramento di 67,6 milioni rispetto al 2016 e beneficia per 16,2 milioni di proventi da attività finanziarie, di cui circa 15 milioni derivanti dalla plusvalenza per la cessione della quota di minoranza posseduta in I.E.O. - Istituto Europeo di Oncologia.

L’indebitamento finanziario netto si attesta a 287,4 milioni di Euro (366,1 milioni al 31 dicembre 2016) e evidenzia un decremento per circa 78 milioni di Euro rispetto al 31 dicembre 2016 e un decremento di 135 milioni di Euro rispetto al 30 giugno 2016. Il miglioramento è riconducibile ai significativi flussi di cassa positivi della gestione tipica (circa 94 milioni), nonché all’incasso dei proventi netti di operazioni di dismissione e acquisizione (15,3 milioni), solo in parte compensati dagli esborsi per investimenti e oneri non ricorrenti già contabilizzati. Il rapporto indebitamento finanziario netto/Ebitda ante oneri non ricorrenti si attesta quindi a 2,1x rispetto a 3,6x al 31 dicembre 2016.