Il Consiglio di Amministrazione di Credem, sotto la presidenza di Giorgio Ferrari, ha approvato i risultati individuali e consolidati del 2017. Sono stati confermati integralmente i dati preliminari comunicati lo scorso 8 febbraio con l’eccezione dei coefficienti patrimoniali che sono aumentati a seguito dell’autorizzazione a

non dedurre la partecipazione in Credemvita ricevuta in data 1 marzo 2018 dalla Banca Centrale Europea ed effettiva a partire dalla data del 31 dicembre 2017. In particolare, il CET1 ratio è aumentato da 13,32% a 13,69% (+37 bps), dato oltre 6 punti percentuali al di sopra del livello minimo assegnato da BCE per il 2018 pari a 7,375% a conferma della sicurezza, affidabilità e solidità del Gruppo. Inoltre il Tier1 capital ratio aumenta da 13,36% a 13,76% (+40 bps) ed il Total capital ratio aumenta da 14,99% a 15,57% (+58 bps).

Il progetto di bilancio sarà sottoposto all’approvazione dell’Assemblea degli Azionisti in prima convocazione il prossimo 27 aprile e, in seconda convocazione, il 1° maggio.

Anche in un contesto di mercato particolarmente complesso Credem, ponendo al centro della propria strategia la consolidata relazione con la clientela e la qualità delle persone che operano nel Gruppo, ha migliorato ulteriormente la propria redditività, proponendo all’Assemblea degli Azionisti un dividendo in crescita del 33% rispetto al 2016 a 0,20 euro per azione. Il monte dividendi complessivo ammonta quindi a circa 66,2 milioni di euro per un totale di 165,5 milioni di euro di dividendi distribuiti negli ultimi tre anni. La cedola sarà messa in pagamento a partire dal 16 maggio 2018 con stacco il 14 maggio 2018 e record date il 15 maggio 2018.

Nel 2017, in sintesi, il Gruppo Credem ha registrato i seguenti risultati consolidati: Solidità ai massimi livelli del sistema con un CET1 Ratio pari a 13,69%, oltre sei punti percentuali superiore al 7,375% minimo assegnato da BCE per il 2018, redditività in ulteriore miglioramento con utile netto consolidato in progresso del 41,4% a/a a 186,5 milioni di euro (dopo aver spesato 19,8 milioni di euro al lordo dell’effetto fiscale per i fondi nazionali ed europei di salvataggio), prestiti ai clienti in crescita del 4,4% a/a con qualità dell’attivo tra le più elevate del sistema (rapporto crediti problematici lordi su impieghi lordi a 5,2%), continui investimenti sulle persone con 256 assunzioni, crescita costante dei clienti (oltre 100 mila nuovi clienti) e della raccolta (+4,1 miliardi di euro).