Le small e mid cap (SMID) hanno sovraperformato le società a grande capitalizzazione da inizio anno e ci sono molti fattori che potrebbero fare in modo che questo trend solido continui. Negli ultimi anni (ad eccezione del 2016), le SMID europee hanno messo

ripetutamente a segno performance migliori delle large cap. Malgrado il forte ritorno della volatilità a inizio anno, questo segmento di mercato continua ad andare bene.

Sovraperformance del segmento SMID da inizio anno.  Nei primi quattro mesi del 2018, si è assistito a una serie di trend differenti. A gennaio e febbraio, la volatilità è aumentata nei mercati azionari in generale, ma ha colpito in particolare le società a grande capitalizzazione, penalizzate sia dalle vendite di ETF e sia da una performance debole dei titoli azionari cosiddetti “proxy bond”, come le utilities e i titoli legati ai beni di consumo, cioè titoli che ricordano le obbligazioni per il fatto di avere dividendi elevati e regolari, in un periodo di attese di tassi d’interesse in aumento. La proporzione minore di questi ultimi all’interno del segmento small cap ha fatto sì che queste società non fossero colpite in maniera elevata da questo trend. Da marzo è iniziata una seconda fase di incertezza, tra i timori legati alle misure protezionistiche di Donald Trump e i problemi che hanno riguardato Facebook. Durante questo periodo, sono stati i titoli difensivi a resistere meglio. Infine, ad aprile i mercati si sono normalizzati, con una rotazione settoriale verso i titoli value.

In questo contesto più turbolento, le SMID hanno continuato a sovraperformare le controparti a grande capitalizzazione. Da gennaio ad aprile, l’MSCI Europe Large Caps ha riportando un ritorno del +0,04% (al 27 aprile), mentre l’MSCI Europe Small Caps ha raggiunto un +1,20%.

Momentum forte destinato a continuare.  La performance solida dovrebbe continuare quest’anno dati i fondamentali economici positivi di questa asset class. Per il 2018, la crescita degli utili delle SMID europee dovrebbe essere intorno al 19-20%. Tali aspettative sono più elevate di quelle per le large cap che sono destinate a vedere la crescita dei propri utili stabilirsi intorno al 12-13% quest’anno. Le società a piccola capitalizzazione per natura hanno un potenziale di crescita maggiore delle large cap che spesso sono già mature nei loro mercati di riferimento. Inoltre, le small cap hanno anche il vantaggio di essere più esposte al mercato europeo interno rispetto alle società maggiormente capitalizzate e si preparano a beneficiare della ripresa economica dell’area attualmente in corso.

 Questa dinamica solida è anche favorevole per le attività di fusione e acquisizione (M&A), per le quali le small e mid cap sono spesso dei target primari. Le attività di M&A hanno assistito a un’accelerazione a inizio anno e questo trend, dato l’attuale contesto di tassi bassi in Europa, dovrebbe continuare fino a quando i tassi non inizieranno progressivamente ad aumentare una volta che la BCE avrà portato a termine il suo programma di intervento.

Valutazioni ancora buone.  Le SMID europee hanno ancora il vantaggio di avere bilanci solidi, con una leva finanziaria media debito netto/EBITDA di circa 1x, circa la metà rispetto al livello riportato dalle controparti statunitensi.

Dopo diversi anni di performance solide, le valutazioni delle SMID cap sono ora al di sopra della loro media di lungo periodo in termini assoluti. Tuttavia, i livelli delle valutazioni restano ampiamente simili a quelli delle large cap, ma la crescita degli utili delle società di piccole e medie dimensioni è superiore a quella delle controparti large cap. Per sfruttare al meglio le opportunità offerte dal segmento delle SMID cap, è sempre importante poter rimanere selettivi. Le small e mid cap irlandesi, francesi e spagnole offrono attualmente opportunità interessanti e, nell'ambito della nostra asset allocation, siamo sovraesposti rispetto a queste aree geografiche.

 

A cura di Charlie Anniss, Senior Portfolio Manager di Union Bancaire Privée – UBP