Euro Company, azienda di riferimento nel settore della frutta secca e disidratata, ha presentato i dati di bilancio al 30 giugno 2018. Un bilancio che conferma il trend di crescita che contraddistingue la realtà di Godo di Russi in questi ultimi anni,

con un fatturato che passa dai 95 milioni di euro del 2015 (102 nel 2016, 108 nel 2017) ai 112 di questo 2018.

Anche il livello occupazionale è in costante crescita: sono 346 i dipendenti (nel 2010 erano 182, nel 2014 262 unità), provenienti da 26 differenti nazioni e con età media inferire ai 40 anni, di cui il 59% è rappresentato da donne. Dipendenti che hanno potuto avvalersi di oltre 5.000 ore di formazione negli ultimi 12 mesi.

Dichiara Mario Zani, Direttore Generale di Euro Company: «Il nostro obiettivo è aiutare le persone a seguire uno stile di vita sano e più vicino alla natura. Da qui nascono gli investimenti nella ricerca e nello sviluppo di prodotti senza additivi aggiunti, nella promozione del benessere, con una sempre maggiore attenzione alla qualità dei prodotti che offriamo ai nostri clienti ogni giorno. Vogliamo essere sempre di più il punto di riferimento per l’alimentazione sana e sostenibile, mettendo al centro del nostro operato la salute, il pianeta e il rispetto delle persone, con l’obiettivo ultimo di “influenzare” l’intera industria alimentare ad agire secondo criteri etici e trasparenti nei confronti del consumatore».

Belle parole che si traducono anche in fatti concreti. Euro Company, infatti, offre ai consumatori alimenti vegetali a base di frutta secca ed essiccata riducendo le manipolazioni della materia prima al minimo possibile; investe nelle energie rinnovabili (e ora il 100% del fabbisogno energetico aziendale è coperto dalle rinnovabili), nella minimizzazione dei rifiuti da imballaggio (negli ultimi 2 anni sono stati ridotti i rifiuti da imballaggio di circa 24 tonnellate) e nello sviluppo di packaging più sostenibili (con l’obiettivo di raggiungere il 100% di packaging compostabili entro il 2020).

In 2 anni è stata inoltre ridotta del 15% l’emissione di CO2.

«Prossimamente avvieremo anche progetti di formazione nelle scuole per spiegare ai ragazzi l’importanza di una corretta alimentazione – sottolinea Zani -. Inoltre, è nostra intenzione anche avviare azioni legali in favore di una corretta etichettatura dei prodotti soprattutto contro gli “zuccheri nascosti”, spesso non dichiarati perché allo stato attuale una legge poco chiara lo permette, per la massima trasparenza verso il consumatore».