Il Consiglio di Amministrazione del Gruppo ITAS ha approvato nel mese di gennaio il nuovo Piano Industriale 2018-2020.  Il nuovo Piano Triennale, messo a punto dal direttore generale Raffaele Agrusti, punta innanzitutto al rafforzamento patrimoniale del Gruppo, con l’obiettivo di una raccolta

premi attesa di oltre 1,7 miliardi in crescita del 50%, una ratio patrimoniale di oltre il 170% ed un ulteriore miglioramento della Solvency Ratio.

Il Gruppo ITAS registra oggi un Solvency Ratio già decisamente positivo di circa il 140% (1,4 volte superiore al minimo richiesto dal regolatore), indice composto dal 150% nel ramo Danni e dal 130% in quello Vita. Il nuovo Piano mira ad aumentare la solidità patrimoniale, senza ricorrere a capitale esterno aggiuntivo, tramite una crescita dei premi programmata.

“Sono molto orgoglioso di questo Piano Industriale”, commenta Fabrizio Lorenz, presidente del Gruppo ITAS. “In molti paesi Europei il modello mutualistico, fortemente orientato al socio e fondato sui principi di solidarietà e sostenibilità, è considerato un modello di business vincente rispetto a quello basato sulla sola profittabilità finanziaria. Il nuovo Piano di ITAS dimostrerà quanto il nostro essere mutua può renderci competitivi nello scenario di mercato che sta prendendo forma in questi anni. Vogliamo rendere visibile agli occhi di tutti che la mutualità può rappresentare un vero vantaggio strategico in una società liquida e in costante cambiamento. Nel rispetto e nella valorizzazione dei nostri quasi 200 anni di storia, abbiamo avviato all’interno del Gruppo un processo di trasformazione, industriale e culturale, che interesserà il modello di business, il capitale umano e l’attitudine all’innovazione”.

E gli obiettivi che la mutua si pone non sono di piccolo calibro: il Piano 2018-2020 punta infatti ad una crescita virtuosa dell’intero Gruppo ITAS e a far passare il risultato netto dai 5 milioni stimati per fine 2017 (anno in cui il risultato fiscale ha risentito del forte impatto dei sinistri catastrofali straordinari verificatisi nel primo semestre) ai 18 milioni a fine piano.