Con decisione del 24 gennaio 2007  la Commissione ha inflitto ammende per un importo totale di 750,71 milioni di euro a venti società  europee e giapponesi per la loro partecipazione a un’intesa   sul mercato delle apparecchiature di comando con isolamento in gas (GIS) tra il 1988 e il 2004.

Le GIS sono le componenti principali delle sottostazioni di trasformazione, che servono a convertire la corrente elettrica ad alta tensione in corrente a bassa tensione e viceversa. La loro funzione è di proteggere il trasformatore da sovraccarichi e/o isolare il circuito e il trasformatore in caso di guasto.

Le ammende inflitte alla Mitsubishi Electric e alla Toshiba ammontavano rispettivamente a 113,92 milioni di euro e a 86,25 milioni di euro. A queste due ammende si aggiungeva un importo di 4,65 milioni di euro che le due società giapponesi dovevano pagare in solido. Con sentenze del 12 luglio 2011 , il Tribunale dell’Unione europea ha annullato le ammende inflitte alla Mitsubishi e alla Toshiba, dichiarando che la Commissione, nel calcolare tali ammende, aveva violato il principio della parità di trattamento. Per contro, il Tribunale ha accertato la partecipazione della Mitsubishi e della Toshiba all’intesa. Le sentenze del Tribunale sono state confermate dalla Corte di giustizia con sentenza del 19 dicembre 2013 .

La Commissione ha ricalcolato le ammende inflitte alla Mitsubishi e alla Toshiba e le ha fissate rispettivamente a 74,82 milioni di euro e a 56,79 milioni di euro. L’importo da pagare in solido dalle due società è stato nuovamente fissato a 4,65 milioni di euro . I due produttori giapponesi hanno allora adito il Tribunale per far annullare le nuove ammende.