Il Comitato europeo delle regioni (CdR) vuole che il FEIS – il fondo di garanzia dell'UE da 27,5 miliardi di euro - continui a sostenere gli investimenti privati in tutta Europa fino al 2020, come proposto dalla Commissione europea il 14 settembre scorso.

Nel parere elaborato da Wim van de Donk (NL/PPE), il Comitato prende atto dei primi risultati conseguiti dal FEIS, ma chiede più attenzione per la dimensione regionale e locale, con il coinvolgimento diretto di regioni e città nel polo europeo di consulenza sugli investimenti (PECI), e maggiore trasparenza nelle decisioni di investimento e nel monitoraggio.

 

 

 

 I rappresentanti di regioni e città chiedono procedure più chiare e assistenza tecnica agli enti locali e regionali per integrare il FEIS con gli altri strumenti di crescita dell'UE, compresi i Fondi strutturali e di investimento europei (circa 454 miliardi di euro fino al 2020), il programma di ricerca dell'UE Orizzonte 2020 (80 miliardi di euro) e il meccanismo per collegare l’Europa (CEF) (33 miliardi di euro). Il CdR è contrario all'idea di finanziare la proroga del FEIS tramite la ridistribuzione di una parte della dotazione del CEF. Andrebbero, invece, ridotte le esigenze finanziarie del FEIS, abbassando il livello di copertura della garanzia.

 

 

 

 Il Presidente del CdR Markku Markkula ha dichiarato che "colmare il deficit di investimenti in Europa è la nostra priorità principale e il FEIS ha le potenzialità per fornire un contributo vero in questo senso. Si tratta però di uno strumento ancora in corso di evoluzione, che richiede un'ulteriore messa a punto. Il FEIS otterrà buoni risultati se servirà ad integrare e non a sostituire gli strumenti dell'UE già esistenti, compresi i Fondi strutturali e di investimento europei nell'ambito della politica di coesione e di Orizzonte 2020. La strada da percorrere è ancora lunga se si vuole incentivare la diffusione di questi strumenti di finanziamento innovativi e garantire che operino in sinergia al fine di creare maggiore occupazione e favorire la crescita sostenibile. Le nostre regioni e città devono poter tutte beneficiare di questi strumenti finanziati dall'UE".

 

 

 

 Quanto alla diversificazione, i leader locali e regionali accolgono con favore l'idea di aprire il FEIS alle iniziative transfrontaliere e chiedono che tutti i tipi di progetti di cooperazione transfrontaliera e territoriale siano ammissibili. A questo scopo, propongono anche una modifica legislativa per consentire ai gruppi europei di cooperazione territoriale (GECT) di accedere al sostegno del FEIS.

 

Infine, il CdR si associa alla richiesta formulata dalla Corte dei conti europea di evitare che il FEIS si sovrapponga a strumenti della Banca europea per gli investimenti (BEI) già esistenti e di affrontare la questione dell'attuale concentrazione geografica (il 91 % degli investimenti complessivi è destinato ai paesi dell'UE a 15) attraverso iniziative specifiche mirate alle aree più povere. In questo contesto il CdR intende intensificare la cooperazione con la BEI e la Commissione per favorire la partecipazione delle regioni e delle città all'iniziativa FEIS.