La consueta indagine trimestrale, realizzata dall’Unione Industriale di Torino su un campione di oltre 300 aziende associate, conferma il permanere di un quadro espansivo, di crescita, di produzione, ordini e occupazione.

I deboli segnali di raffreddamento emersi a giugno si stabilizzano e non anticipano una vera frenata.

Al contrario, nel comparto dei servizi i principali indicatori migliorano in misura abbastanza significativa rispetto alla precedente rilevazione; anche nel comparto manifatturiero, comunque, gli indicatori restano su livelli positivi e in alcuni casi si rafforzano.

Più in dettaglio, nel comparto manifatturiero sono sostanzialmente stabili le attese sugli ordini; migliora leggermente l’export e si assestano i saldi su produzione e occupazione, che restano comunque ampiamente positivi. Molto modesto il ricorso alla CIG; stabili gli investimenti. Significativo l’ulteriore aumento del tasso di utilizzo degli impianti.

Le imprese con meno di 50 addetti esprimono valutazioni analoghe rispetto a quelle più grandi, mentre le più ottimiste sono le medie esportatrici (percentuale export/fatturato tra il 30 e il 60%).

Le indicazioni più favorevoli provengono dai comparti metalmeccanico (soprattutto macchinari e apparecchi e meccatronica) e delle industrie manifatturiere varie (gioielleria ecc.); buona tenuta anche per materie plastiche e alimentari. Tornano negative le attese nell’edilizia dopo il boom di giugno.

Nel comparto dei servizi migliorano i saldi su produzione e ordini, si rafforza sensibilmente l’utilizzo delle risorse. Stabili gli investimenti. Il ricorso alla CIG rimane marginale, mentre rallenta la creazione di occupazione.

«Le indicazioni emerse dal nostro sondaggio non erano scontate. Era lecito attendersi un peggioramento delle aspettative, visto il raffreddamento degli indicatori economici a livello europeo e nazionale, e un clima di fiducia globale più pessimista, dominato dalle preoccupazioni per l’escalation del protezionismo - commenta il Presidente dell’Unione Industriale di Torino, Dario Gallina. Tuttavia, prosegue il Presidente, per le nostre imprese le preoccupazioni nascono soprattutto dal quadro politico nazionale. È necessario che l’Europa resti il nostro punto di riferimento e che la definizione della prossima manovra di bilancio rispetti i parametri stabiliti da Bruxelles, per evitare una pericolosa impennata di spread e tassi».