Mancano dieci giorni alla fine di Expo Milano 2015. Dal primo novembre inizieranno le prime operazioni di smantellamento dei padiglioni e delle aree espositive. La società Expo avrà tempo fino al 30 giugno 2016 per liberare l’area e restituire il sito di Expo 2015 alla società Arexpo che è proprietaria dei terreni.

 

 

Da costruzioni temporanee a identità permanenti, i padiglioni nazionali, le strutture d’accoglienza e le aree espositive di Expo Milano 2015 stanno per terminare il loro ciclo vitale. Che ne sarà di loro? Rimarrà il Padiglione zero? E l’Albero della Vita?

 

Le strutture, che hanno rappresentato per sei mesi le nazioni partecipanti all’esposizione universale, e i padiglioni tematici saranno, infatti, tema di dibattito tra vari specialisti dei settori di architettura, ricerca e istituzioni attraverso un forum dedicato alle architetture dei padiglioni di Expo Milano 2015, al ruolo delle grandi manifestazioni internazionali e alle potenzialità future delle strutture effimere che sono state realizzate per l’evento mondiale.

 

In primo piano ci sono le università, vero e proprio vivaio d’idee. Accanto al pubblico generale saranno presenti una settantina di studenti del Politecnico di Torino, che incontreranno il prof. Carlo Ratti, progettista del Future Food District, l’architetto Italo Rota, progettista del Padiglione Kuwait, lo studio De Lucchi, progettista del Padiglioni Zero e dell’Expo Center, e gli architetti svizzeri Noah Baumgartner e Daniel Christen, progettisti del Padiglione svizzero. Moderatori: i professori Florence Graezer Bideau (EPFL Scuola Politecnica Federale di Losanna), Michele Bonino e Filippo De Pieri (Politecnico di Torino).

 

Il forum pubblico «The architectures of Expos» avrà luogo al Padiglione svizzero mercoledì 21 ottobre dalle 19 alle 21. Presenza Svizzera del Dipartimento federale degli esteri (DFAE), che gestisce la partecipazione della Svizzera alle esposizioni universali, organizza questo forum di discussione in collaborazione con il Politecnico di Torino.