Una torre di un metro quadro di base e alta quattro volte l'Everest. Oppure 10mila vagoni di Frecciarossa messi uno a fianco dell'altro. Due immagini che aiutano a visualizzare la mole impressionante di legno utilizzato per molti dei padiglioni di EXPO 2015 che hanno accolto 21 milioni di visitatori negli ultimi sei mesi: 31.810 metri cubi,

per la precisione. Accomunati da una caratteristica: sono tutti certificati PEFC, cioè provenienti da foreste gestite in maniera sostenibile secondo lo standard di certificazione forestale più diffuso al mondo. Per chi ha deciso di utilizzare il legno come materia prima per le proprie strutture espositive, la kermesse milanese che ha da poco chiuso i cancelli è senz'altro una scommessa vinta. E per almeno tre motivi: ha realizzato opere architettoniche suggestive, ha lanciato un messaggio di sostenibilità ambientale e ha ora la possibilità di donare una seconda vita alle strutture che possono facilmente essere destinate ad altri usi.

Gli esempi in tal senso non mancano: l'imponente Teatro Slow Food che ha caratterizzato l’estremo del lato Est del Decumano, con i suoi 320 metri cubi di abete rosso, sarà d'ora in poi destinato a orti, scuole e contadini ed altre realtà del circuito Slow Food. Il Padiglione della Coca-Cola in lamellare di abete rosso verrà donato alla città di Milano per essere trasformato in un campo da basket coperto. La struttura di 2.000 metri cubi di legno di abete rosso e larice del Padiglione Francia verrà ricollocato in patria vicino alle foreste certificate in cui sono stati tagliati gli alberi. Il legno lamellare di abete rosso del Principato di Monaco prenderà la via del Burkina Faso dove diventerà la sede operativa della Croce Rossa locale. Scelta analoga per Save The Children, che col suo legno di abete bianco, proveniente dalle foreste certificate del Friuli Venezia Giulia, aiuterà a completare un ospedale pediatrico nel nord della Somalia. La Fattoria Globale 2.0 – il padiglione in abete rosso certificato veneto e trentino degli agronomi mondiali (World Association of Agronomists) nei sei mesi di Expo  – verrà trasformato entro il 2016 in un Campus internazionale degli agronomi per la sostenibilità all’interno dell’area Expo attraverso il coinvolgimento delle associazioni di agronomi del mondo, le università e i centri di ricerca e le comunità locali.

 

“Usare il legno si è rivelata una scelta molto intelligente e coerente con il tema dell'Esposizione” osserva Gloria Zavatta, responsabile Sostenibilità di Expo 2015.  "Il legno nell’edilizia, anche grazie alle scelte di risparmio energetico, è sempre più presente nelle costruzioni. Ovviamente il fatto che il legno sia il materiale “ecologico” per eccellenza e che la certificazione forestale ne garantisca l’origine legale e sostenibile ha aiutato la sua diffusione. Con orgoglio possiamo affermare che proprio grazie all’uso di così tanto legno e legno certificato, EXPO Milano 2015 può essere considerato un buon esempio di sostenibilità e, soprattutto, un momento di condivisione e di diffusione di buone pratiche applicabili nel resto del mondo ". “Il risultato finale di EXPO 2015 – commenta Antonio Brunori, segretario generale del PEFC Italia – è sicuramente positivo per chi cerca di aumentare il livello di sostenibilità ambientale della filiera bosco-legno, italiana e internazionale. Prima di tutto il legno è la materia prima che permetterà all’evento di ridurre l’emissione di gas serra, grazie alla possibilità di riusare, riciclare e ristrutturare la quasi totalità degli elementi dei padiglioni realizzati in legno. Inoltre, attraverso strutture, staccionate, panchine e arredi per interni ed esterni si è data visibilità alle tante aziende italiane che, utilizzando materie prime certificate, hanno capito prima di altri i vantaggi di investire su produzioni a basso impatto ambientale e alto valore sociale. E hanno dimostrato anche ai non addetti ai lavori l'estrema versatilità del legno e l’importanza delle filiere corte, italiane e sostenibili, esempio reale di economia circolare”.