Ha aperto i battenti il 43° Salone di Tokyo 2013, uno dei più importanti appuntamenti internazionali  che chiude l’anno delle grandi rassegne automobilistiche. L’evento giapponese che si tiene ogni due anni a fine novembre al Big Sight, è unico e famoso nel mondo per la

 numerosa presenza di veicoli fuori dagli schemi, settore in cui il Made in Japan è da sempre leader. Tokio, in questa edizione, offre una ennesima grande vetrina a modelli elettrici e ibridi, presentati dai grandi costruttori di casa, complice anche l’assenza delle Marche americane, coreane e di molte europee, fatto che determina un vero e proprio confronto diretto tra le industrie giapponesi. Nel campo della mobilità elettrica, in particolare, le case del sol levante sono sempre più attive. Nel luglio scorso, Toyota, Nissan, Honda e Mitsubishi hanno firmato un piano per finanziare l’installazione in Giappone di colonnine di ricarica per EV e ibridi plug-in (cioè gli ibridi che possono ricaricare le batterie direttamente da una presa di corrente). In questi giorni si è trovato l’accordo anche sui dettagli tecnici dell’operazione, che ha come obiettivo la creazione una rete di infrastrutture di ricarica “user friendly”. Con il contributo dello Stato (circa 750 mila euro), i quattro costruttori divideranno le spese per costruire 12.000 stazioni di ricarica (di cui 4.000 di ricarica rapida). Attualmente, sulla grande isola esistono poco meno di 5.000 colonnine. Secondo l’istituto di ricerca Navigant Research, oggi sono attive 64.000 stazioni elettriche nel mondo. In Italia, secondo la mappa di Colonnine elettriche.it, 517, di cui circa 300 gestite dall’Enel. Volendo approfondire alcune caratteristiche dei modelli presenti al Salone, è frequente il mix tra “strano” e ecologico, che al visitatore offre risultati sorprendenti e affascinanti. Nella sezione Smart Mobility City, per esempio, si possono guidare la Toyota Winglet, una sorta di sgabello semovente, o meglio, un “dispositivo di mobilità individuale”, simile all’UNI-CUB della Honda, anch’esso presente al Salone. L’i-Road Toyota, invece, è un veicolo elettrico a tre ruote che “piega” come una moto ed è altrettanto compatto. Un’auto che “sente” il guidatore: è questa la definizione che la Toyota dà della concept FV2 presente nel suo stand, E’ un curioso veicolo a quattro ruote incrociate (due in fila più due ai lati) che si guida in piedi o a cavalcioni, ma senza volante o manubrio: le direzioni si impartiscono con il corpo, come quando si è in sella a un cavallo, o come quando si sta in piedi su un Segway, l’ormai noto veicolo a due ruote capace di mantenersi in equilibrio, che si guida spostando il peso del proprio corpo nella direzione desiderata. A differenza del Segway, già da tempo utilizzato nelle fiere, dai turisti e dalle forze dell’ordine nei centri storici di alcune città, il prototipo realizzato dalla Toyota per ora si può guidare solo virtualmente scaricando l’apposita applicazione su smartphone e tablet. L’FV2, sigla che sta per Fun to drive Vehicle, sarebbe addirittura in grado di intuire lo stato d’animo del guidatore usando un sistema di riconoscimento vocale e facciale, e di suggerire quindi destinazioni frequenti e informazioni varie sulla guida. Sembra fantascienza, ma conoscendo i costruttori giapponesi, che sono sicuramente i più creativi nell’immaginare la mobilità di domani, c’è da scommettere che siamo più vicini a una anticipazione della realtà. La Nissan espone al Motor Show  una concept car elettrica battezzata Blade Glider, che fa dell’agilità il suo punto di forza. Stretta davanti e larga dietro, ha tre posti, con il guidatore seduto in centro e in posizione avanzata rispetto ai due passeggeri. I motori elettrici si trovano all’interno delle ruote posteriori. Toyota inoltre ha  presentato in anteprima mondiale il concept della FCV, una berlina compatta a idrogeno, destinata ad arrivare sul mercato nel 2015. Il cuore della vettura è un motore elettrico alimentato dall’energia generata all’interno delle celle a combustibile (fuel cell) grazie alla reazione tra idrogeno e ossigeno. L’autonomia dichiarata con un pieno di idrogeno è di 500 km con un rifornimento in circa 3 minuti. La potenza del sistema è di oltre 100 kW. La stessa strada è stata scelta da Honda che ha presentato un’innovativa fuel cell più compatta del 20% e in grado di erogare una potenza di 106 kW: la fuel cell sarà adottata a bordo della futura berlina a idrogeno che Honda lancerà nel 2015, anticipata dal concept della FCEV presentato pochi giorni fa a Los Angeles. In questo salone sono emerse evidenti le diverse posizioni delle giapponesi, anche sull’ibrido: Toyota e Honda continuano a essere a favore, Mitsubishi punta diretta verso l’ibrido plug-in ricaricabile, Nissan invece, pur avendolo nei programmi, non ne è un grande sostenitore. Mazda ha deciso di andare sulla sua strada scegliendo il metano con l’inedita versione a gas naturale della compatta 3. Ci sono poi i piccoli crossover che confermano la tendenza del momento. L’ha aperta Nissan con la Juke e Honda ha risposto alla sfida presentando a Tokyo un prodotto interessante sviluppato sulla piattaforma della Jazz: il nome per il mercato giapponese sarà Vezel e il lancio previsto in Europa è per il 2015. In questa direzione si muove anche Suzuki con il concept Crooshiker, una city car a guida alta. Piccoli crossover che, per Suzuki, possono diventare anche dei veri 4x4 come dimostra il concept della X-Lander con sistema ibrido. Offensiva anche per Mitusbishi con il concept della AR, in questo caso con un 3 cilindri benzina 1.1 litri e della XR ibrido plug-in, mentre la Toyota, sembra rimanere, per il momento, fuori dal segmento.

Stefano Piermaria