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| Bilancio UE 2010: più di 141 miliardi per la crescita e la sostenibilità |
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| Friday 05 February 2010 | |
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Lo scorso dicembre, il Parlamento ha approvato il bilancio 2010 dell'UE, per un totale di 141,4 miliardi di euro in impegni di spesa e 122,9 miliardi in pagamenti effettivi. Il problema principale per il bilancio 2010 è stato trovare i soldi per finanziare il cosiddetto piano di ripresa economica, già messo in
cantiere ma non ancora finanziato. Alla fine il piano è stato dotato di 2,4 miliardi per il 2010.
Il budget 2010 è stato l'ultimo approvato secondo le regole del Trattato di Nizza. Fino a oggi le spese comunitarie erano divise in "obbligatorie" - per esempio l'agricoltura - e "non obbligatorie", e il Parlamento aveva l'ultima parola solo sulle seconde. Con il Trattato di Lisbona, invece, il Parlamento diventa responsabile al pari del Consiglio dei ministri per l'insieme del bilancio, e la distinzione fra le diverse spese sparisce.
Inoltre il Trattato rende la procedura di approvazione del bilancio più semplice e più corta, e rende il piano di programmazione multi-annuale (le "prospettive finanziarie") vincolante dal punto di vista giuridico. Bilancio annuale, programmazione di lungo termine
Il bilancio dell'UE è deciso ogni anno di concerto dal Consiglio e dal Parlamento europeo. Per snellire la procedura, il Consiglio e il Parlamento sottoscrivono un accordo finanziario pluriennale, che copre diversi anni finanziari con tetti alla spesa di ogni area e del totale del bilancio. Esiste, comunque, un leggero margine di manovra e flessibilità per affrontare eventi imprevisti o di forza maggiore.
Il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2007-2013 è composto da cinque capitoli principali:
Crescita sostenibile (382 miliardi di euro), che include essenzialmente finanziamenti per i fondi strutturali, per la ricerca e l'educazione;
Conservazione e gestione delle risorse naturali (371 miliardi di euro), che finanzia la politica agricola comune e le politiche sull'ambiente;
Cittadinanza, libertà, sicurezza e giustizia (10,77 miliardi di euro), che riguarda azioni in tema di sicurezza e giustizia, così come programmi per scambi di giovani, gemellaggi, cooperazione della società civile e dimensione europea nei media e nella cultura;
Unione europea come attore globale (49.5 miliardi di euro), che finanzierà azioni nei paesi in via di sviluppo, promuovendo i diritti umani, la politica estera e di sicurezza e le relazioni con i Paesi vicini;
Amministrazione, incluso servizio traduzione, 49.8 miliardi di euro equivalente al 5.75%.
Con il Trattato di Lisbona, il quadro finanziario pluriennale ("prospettive finanziarie") diventa vincolante dal punto di vista giuridico, e la sua durata verrà aggiustata in relazione al mandato parlamentare. Questo significa che invece di 7 anni, le "prospettive finanziarie" ne copriranno probabilmente 5, la stessa durata della legislatura. I deputati hanno già chiesto di estendere il periodo di programmazione attuale - che dovrebbe espirare nel 2013 - fino al 2015-2016, per farlo coincidere con il mandato del nuovo Parlamento.
Bilancio 2010: ripresa economica e aiuto al settore lattiero
Occhio ai numeri
Il bilancio dell'UE per il 2010 è stato approvato a Strasburgo in dicembre. Consiste di 141,4 miliardi di euro in stanziamenti d'impegno e 122,9 miliardi in stanziamenti di pagamento. Il budget include il finanziamento del piano europeo di ripresa economica, che beneficerà di 2,4 miliardi di euro.
Un bilancio all'insegna della ripresa economica e del rilancio della competitività europea: il Parlamento ha ottenuto di elevare gli stanziamenti proposti dai Governi europei da 120 a oltre 122 miliardi, sostenendo che il piano per la ripresa meritava uno sforzo supplementare per il 2010.
Piano europeo di ripresa economica
Il piano europeo di ripresa economica varato nel 2008 stanziava 5 miliardi per finanziare - nel 2009 e nel 2010 - progetti nel settore energetico, della banda larga e dello sviluppo rurale. Quando fu concordato, il finanziamento per il secondo anno, il 2010, (2,4 miliardi di euro) non era stato ancora coperto. Dopo diversi mesi di negoziati, le istituzioni europee si sono accordate per reperire le risorse necessarie dai fondi non spesi e dai margini (nel settore agricolo e dell'amministrazione) per il 2009 e il 2010, a cui si sono aggiunti 120 milioni di denaro "fresco" dagli Stati membri.
Il Parlamento si è battuto non solo per il piano di ripresa, ma anche per un fondo speciale per il settore lattiero-caseario in crisi, stabilito a 300 milioni di euro, e per il sostegno ad altri progetti puntuali, come lo smantellamento della centrale nucleare di Kozloduy, in Bulgaria, a cui sono stati destinati 75 miliardi. |
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