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| Indagine sul diritto d'autore su internet |
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| Wednesday 24 February 2010 | |
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L'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM), ha pubblicato il 12 febbraio 2010 un'indagine conoscitiva dal titolo: "Il diritto d'autore sulle reti di comunicazione elettronica". Questi, in sintesi, alcuni punti di maggior rilievo. Punto di partenza
dell’indagine: la constatazione che la possibilità di distribuire e di scambiare contenuti attraverso nuovi canali digitali fa sì che qualsiasi contenuto sia distribuito senza che i legittimi titolari siano in grado di esercitare un effettivo controllo. I differenti interessi in gioco, infatti, esprimono un crescente contrasto fra il diritto d´autore ed altri istituti fondamentali del nostro ordinamento, quali, soprattutto, la libertà di espressione, la privacy e il diritto di accesso alla cultura e ad Internet.
C’è quindi l’esigenza di riformare il quadro del diritto d’autore in Italia, per garantire:
Dall’indagine emerge chiaramente la piena competenza dell’Autorità in materia di tutela del diritto d’autore sulle reti di comunicazione elettronica.
Essendo, infatti, un’autorità amministrativa indipendente, essa
Da parte sua, la SIAE, essendo un ente pubblico su base associativa, persegue specifici fini privatistici (cioè quelli degli associati) di tutela, soprattutto patrimoniale, delle opere dell’ingegno e, in generale, del diritto d’autore.
Ne consegue che:
L’indagine, per definire le possibili azioni da porre in essere da parte dell’Autorità, effettua un’analisi tecnica ed economica del fenomeno della “pirateria on line”, derivante da “download”, “peer to peer” (P2P) e “streaming” illegale di video e audio sul web. Ma i dati su queste diverse tipologie di traffico sono attualmente in possesso non dell’Autorità ma degli operatori fornitori dell’accesso ad Internet.
Il fenomeno della “pirateria online” appare legato anche al grado di diffusione della banda larga, perché, mentre il “download” di file audio può avvenire anche con banda limitata, quello di contenuti video necessita di banda più ampia (e ciò potrebbe significare che, aumentando la disponibilità di banda, aumenti anche la pirateria.
Tuttavia, uno studio effettuato sul traffico mondiale, dimostra che il fenomeno P2P appare in diminuzione mentre sono in crescita gli abbonamenti a banda larga. La diffusione della banda larga, quindi, potrebbe essere un deterrente rispetto al P2P, promovendo il mercato legale dei contenuti digitali audiovisivi.
In definitiva, emerge dall’indagine un quadro tecnico e normativo complesso, dove tuttavia è necessario inquadrare la possibile azione di vigilanza dell’Autorità.
È chiara la competenza esclusiva dell’Autorità nel prevenire ed accertare le violazioni del diritto d’autore su reti di comunicazione elettronica, ma obblighi di monitoraggio o misure tecniche in capo possono essere imposti agli ISP rispettando le condizioni definite dalla Corte di giustizia UE.
Una prima ipotesi di lavoro è di imporre agli ISP l’obbligo di sorveglianza finalizzato a comunicare periodicamente all’Autorità i dati sul traffico Internet, aggregati ed in forma anonima, così salvaguardando il principio della privacy e della neutralità della rete.
Gli ISP, infatti, già posseggono tali informazioni, e i dati, una volta comunicati all’Autorità, permetterebbero:
Per finire, si dovrebbe anche avviare una informativa adeguata e trasparente agli utenti (sui rischi generati dalla pirateria), attraverso campagne pubblicitarie, informazioni sul sito web dell’Autorità e comunicazioni agli utenti Internet (per es., nei contratti di accesso ad Internet). |
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