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Brasile, il Pil brasiliano dovrebbe crescere del 6,4% nel 2010 PDF Stampa E-mail
Wednesday 14 April 2010
La crescita dell’economia brasiliana, in linea di massima, sarà molto elevata nell’anno in corso e potrà avvicinarsi al 6,4%. Si prevede che gli investimenti (dal miglior andamento degli ultimi anni) e il consumo delle famiglie saranno sostenuti. Le conseguenze più dirette
di questa forte crescita continueranno a essere un incremento del deficit nei confronti dell’estero, stimabile nel 2,5% del PIL, e un aumento dell’inflazione, che potrebbe attestarsi intorno al 5,5%, che dovrebbe determinare un aumento del tasso di sconto da parte della Banca Centrale nel corso dell’anno.
La crescita economica sarà ancora sostenuta principalmente dal mercato interno, così come avvenuto nel 2009, anche se per quest’anno si registra un recupero della domanda estera.
Se consideriamo le prospettive per l’economia per i prossimi anni, includendo gli investimenti in infrastrutture, la fase finale dei mondiali di calcio, le Olimpiadi, gli investimenti del c.d. “pre-sal” e il settore della costruzione civile, le imprese dovranno incrementare notevolmente i propri investimenti per stare dietro a una domanda crescente. Questo è il motivo che più di ogni altro fa ritenere che la componente più dinamica del PIL consisterà nell’investimento, che finirà per avere effetti positivi nella creazione di nuovi impieghi.
Con la crescita degli investimenti del 21,1% di quest’anno e dell’8,5% del prossimo anno, i nuovi posti di lavoro dovrebbero essere vicino a 2,1 milioni quest’anno e a 1,6 milioni nel 2011. Di conseguenza, il tasso di disoccupazione dovrebbe attestarsi intorno al 7,3% nel 2010 e al 7,0% nel 2011. La massa salariale reale dovrebbe aumentare di circa il 6,5% quest’anno, favorita dal buon andamento dell’occupazione. Questo scenario, combinato con una crescita di circa il 24% del credito, permetterà un importante aumento dell’assorbimento interno per l’anno in corso e, in misura minore, anche per il 2011, mantenendo elevata la fiducia dei consumatori.
L’aumento della domanda interna si è riflesso in una crescita sostanziale delle importazioni che, nel primo trimestre dell’anno, con un tasso annualizzato, sono aumentate dell’80,3% rispetto allo scorso anno. Anche le esportazioni sono in fase di recupero e, con dati annualizzati, nel primo trimestre dell’anno sono aumentate a un tasso del 62,3% rispetto allo scorso anno, cosa che è certamente un punto di forza addizionale per il PIL brasiliano, dal momento che non ci si aspettava una ripresa così rapida delle vendite all’estero.
Per quest’anno si stima una crescita del 28,5% delle esportazioni, sostenute da importanti miglioramenti delle ragioni di scambio. La dinamica della domanda estera, combinata con un aumento del prezzo dei minerali di ferro superiore a quello sperato, ha portato a una revisione delle stime del saldo della bilancia commerciale per il 2010, da 5,5 miliardi di dollari a 18,4 miliardi di dollari.
Allo stesso modo sono migliorate le proiezioni del saldo delle transazioni correnti per il 2010, che sono passate da un deficit di 63,0 miliardi di dollari a un deficit di 47,2 miliardi di dollari, cioè l’equivalente del 2,5% del PIL. Secondo gli economisti del Banco Bradesco, qualora a livello internazionale non si confermassero tutte le previsioni o si verificasse qualche default, l’avversione al rischio potrebbe aumentare e la crescita economica mondiale potrebbe rallentare, trainando di conseguenza verso il basso le proiezioni di crescita, d’inflazione e del tasso di sconto in Brasile.
Dal punto di vista interno, il tema delle elezioni (quest’anno si eleggerà infatti il nuovo Presidente della Repubblica), genererà volatilità solamente se i candidati non si impegneranno fin da subito a voler mantenere la stabilità macroeconomica futura, ma attualmente questa sembra essere un’eventualità molto remota.
 
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