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| Ambiente. Nel 2009 la raccolta differenziata cresce di 2 punti percentuali |
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| Thursday 29 July 2010 | |
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Nel 2009 numerosi indicatori segnalano una riduzione delle pressioni ambientali generate da attività antropica. In particolare, presentano un miglioramento i seguenti indicatori: il numero medio di superamenti del valore limite del PM10 (particolato con diametro minore di 10 micron) per la protezione
della salute umana (-5,1% rispetto al 2008), i rifiuti urbani raccolti (-1,5%), il consumo domestico di acqua (-0,7%). Si rileva poi un aumento di quasi due punti percentuali della raccolta differenziata, la quale rappresenta il 30,4% della produzione di rifiuti urbani.
Tra gli indicatori che presentano andamenti sfavorevoli si segnalano l’aumento dei motocicli per mille abitanti (+3,9%) e del tasso di motorizzazione (+0,4%), nonché la riduzione della domanda di trasporto
pubblico (-0,7%). Rimangono pressoché stabili i consumi domestici di energia elettrica e gas nonché la densità di verde urbano. La maggiore sensibilità sulle tematiche ambientali ed energetiche dei comuni capoluogo è evidenziata dal fatto che, nel 2009, 28 comuni (erano 8 nel 2000), hanno fatto ricorso al teleriscaldamento. Inoltre, sugli edifici pubblici sono stati installati pannelli solari termici in 59 comuni (contro i 3 del 2000) e pannelli fotovoltaici in ben 69 comuni, quando nel 2000 solo Palermo adottava tale soluzione.
Nel 2009 continua il miglioramento della qualità dell’aria, benché il numero di giorni di superamento del livello per il PM10 sia ancora elevato rispetto a quello previsto dalla normativa vigente (D.M. 60/2002). Infatti, nei 102 comuni che effettuano il monitoraggio del PM10, le centraline di qualità dell’aria hanno segnalato mediamente 54,1 giorni di superamento del limite, in diminuzione rispetto al 2008 in cui tale valor medio era pari a 57,0, ma sempre molto al di sopra dei 35 consentiti.
Nel 2009 sono in aumento i comuni che hanno messo in atto gli interventi di tutela ambientale. Massa, Benevento e Macerata hanno approvato il Piano Energetico Comunale, Rovigo, Siena e Oristano hanno esteso il servizio di raccolta differenziata al totale della popolazione residente, Ferrara e Massa hanno approvato la zonizzazione acustica, Cosenza e Trapani si sono dotati di centraline fisse per il monitoraggio della qualità dell’aria, Pesaro ha effettuato per la prima volta un censimento del verde. Tra il 2008 e il 2009 non si rileva alcun aumento nel numero di comuni che ha approvato il piano urbano del traffico e il piano del verde.
Considerando i principali indicatori elementari analizzati sono riportate, con riferimento al 2009, le prime tre e le ultime tre posizioni per il PM10 la raccolta differenziata, la densità di verde, la domanda di trasporto pubblico e i consumi di energia elettrica. In particolare:
- per il numero di giornate di superamento del limite del PM10, troviamo nelle prime tre posizioni, con minori concentrazioni di tale inquinante, i comuni di Siena, Foggia e Andria, mentre nelle ultime posizioni si collocano i comuni di Siracusa, Napoli e Torino;
- per la percentuale di raccolta differenziata nelle prime tre posizioni per efficacia si trovano i comuni di Pordenone, Novara e Verbania, mentre nelle ultime posizioni si collocano i comuni di Siracusa, Messina e Iglesias;
- per la densità di superficie comunale destinata a verde urbano i migliori comuni sono Pisa, L’Aquila e Biella, mentre nelle ultime posizioni si collocano i comuni di Taranto, Olbia e Villacidro;
- per la domanda di trasporto pubblico, data dal numero di passeggeri trasportati nell’anno per abitante, troviamo nelle prime tre posizioni con maggior trasporto pubblico i comuni di Milano, Venezia e Roma, mentre nelle ultime posizioni si collocano i comuni di Villacidro, Sanluri e Carbonia;
- per i consumi di energia elettrica per uso domestico troviamo nelle prime tre posizioni con consumi minori i comuni di Campobasso, Matera e Potenza, mentre nelle ultime posizioni si collocano i comuni di Olbia, Cagliari e Carbonia.
Per gli stessi indicatori, inoltre, sono considerate le più consistenti variazioni assolute rispetto all’anno precedente. In particolare:
- per il numero di giornate di superamento dei limiti del PM10 troviamo nelle prime tre posizioni con i più consistenti miglioramenti della qualità dell’aria da PM10 i comuni di Sondrio, Terni e Benevento, mentre nelle ultime posizioni si collocano i comuni di Ancona, Catanzaro e Mantova;
- per la percentuale di raccolta differenziata nelle prime tre posizioni si trovano i comuni di Oristano, Avellino e Caserta, mentre in fondo alla classifica si collocano i comuni di Crotone, Teramo e Catania. Dopo la crisi nella gestione del servizio di raccolta dei rifiuti, verificatasi in Campania nel periodo 2007-2008, la quota di raccolta differenziata ha registrato un’impennata ad Avellino (62,9% nel 2009) e a Caserta (48,9%), replicando il risultato di Salerno registrato già nello scorso anno (60,8 per cento nel 2009), mentre Benevento e Napoli non superano ancora il 20%. La quota media di raccolta differenziata nei capoluoghi campani passa pertanto dal 18,1 al 25,8%;
- per la densità di superficie comunale destinata a verde urbano troviamo nelle prime tre posizioni con lievi miglioramenti rispetto all’anno precedente i comuni di Sondrio, Brescia e Trento, mentre nelle ultime posizioni si collocano i comuni di Isernia, Vicenza e Cagliari;
- per la domanda di trasporto pubblico il maggior incremento di passeggeri trasportati nell’anno per abitante sono osservati nei comuni di Bolzano-Bozen, Bergamo e Pisa, mentre nelle ultime posizioni si collocano i comuni di L’Aquila, Savona e Macerata;
- per i consumi di energia elettrica per uso domestico troviamo nelle prime tre posizioni con consumi minori rispetto al 2008 i comuni di Bolzano, Parma e Trieste, mentre nelle ultime posizioni si collocano i comuni di Cremona, Carbonia e Oristano.
Anche nel 2009 Trento, Venezia, Bologna e Foggia occupano i primi quattro posti della classifica dei comuni più rispettosi delle compatibilità ambientali, calcolata tramite una sintesi che tiene conto di tutti i principali indicatori di cause generatrici di pressioni ambientali e di risposte da parte delle autorità (cfr. Nota metodologica). I comuni di Siracusa, Iglesias, Olbia e Catania si collocano nelle ultime quattro posizioni.
Biella lascia la quinta posizione a Ravenna mentre Modena cede una posizione. Nelle prime dieci compaiono quest’anno i comuni di Sondrio, Avellino e Terni. In particolare, Sondrio consegue notevoli miglioramenti nelle attività di monitoraggio e controllo della qualità dell’aria con un dimezzamento del numero di giorni di superamento del limite per il PM10 (sceso da 107 a 53), anche se ancora nettamente superiore al limite consentito (35 giorni). Avellino migliora la percentuale di rifiuti raccolti in modo differenziato dal 21,4% al 62,9%, ma aumenta i giorni di superamento del limite per il PM10 da 102 a 112. Terni guadagna 12 posizioni rispetto allo scorso anno per la riduzione, da 93 a 57, dei superamenti del limite per il PM10 .
Oltre Sondrio, guadagnano più di 10 posizioni, nel 2009 rispetto al 2008, i comuni di Oristano, Cosenza, Massa, Benevento, Ferrara, Macerata, Caserta, Rimini e Pordenone. Perdono numerose posizioni i comuni di Agrigento, Vibo Valentia, Rovigo, Prato, Reggio di Calabria e Alessandria. Inoltre, Agrigento e Vibo Valentia hanno interrotto le misurazioni dei principali inquinanti atmosferici e quello di Agrigento è il solo comune che ha ridotto (di due punti percentuali) la quota di raccolta differenziata.
Rifiuti.Nel 2009 la raccolta dei rifiuti urbani nei 116 comuni capoluogo di provincia risulta pari a 604,3 kg per abitante. Rispetto al 2008 si registra una diminuzione dell’1,5% del totale dei rifiuti raccolti, confermando l’andamento decrescente già registrato dal 2007. Tale diminuzione riguarda, in particolare, la raccolta indifferenziata (-4,2% nel 2009 rispetto al 2008), mentre prosegue la crescita della raccolta differenziata, ma ad un ritmo più basso dal 2000 (+5,1% nell’ultimo anno): la raccolta differenziata ha raggiunto, nel 2009, il 30,4% di quella totale.
I comuni capoluogo del Centro continuano ad essere i maggiori produttori di rifiuti urbani con 660 kg per abitante. Seguono i comuni del Nord-est con 640, quelli delle Isole con 602, quelli del Sud e del Nord-ovest con 555 kg per abitante. In tutte le ripartizioni la raccolta risulta in diminuzione rispetto al 2008. La variazione maggiore è pari a -3,5% nei comuni del Nord-ovest.
Nel 2009 i comuni con le più alte quantità di rifiuti urbani raccolti sono: Olbia (1.114 kg per abitante), Massa (872), Rimini (858), Prato (823), Forlì (821), Ravenna (809), Pisa (803) e Lucca (801). I comuni di Isernia (440 kg per abitante), Avellino (430), Potenza (422), Tempio Pausania (420), Belluno (396), Villacidro (376) e Lanusei (305) sono quelli dove la raccolta è minima.
Il servizio di raccolta differenziata è ormai presente in tutti i comuni capoluogo di provincia. Sono 98 quelli nei quali, al 31 dicembre 2009, risultava servita l’intera popolazione residente. I comuni del Nord-est mediamente raccolgono il 44,5% dei rifiuti urbani in modo differenziato, quelli del Nord-ovest il 39,7%, quelli del Centro il 26,9%, quelli del Sud il 20,4% e i comuni delle Isole appena il 13,5%. Per tutte le ripartizioni si registrano incrementi rispetto al 2008, il massimo dei quali è pari a +3,9 punti percentuali nei comuni del Sud.
Sono 26 i comuni capoluoghi ad aver raggiunto l’obiettivo imposto dalla normativa del 50% di raccolta differenziata nel 200916. Tra tutti il primo è Pordenone che grazie all’avvio, nel 2009, del sistema di raccolta porta a porta ha raggiunto il 76,7% (partendo dal 46,3% del 2008). Seguono i comuni piemontesi di Novara, Verbania e Asti, per i quali buone performance si registrano ormai da diversi anni e la percentuale di raccolta differenziata è consolidata tra il 65 e il 73%. Al quinto posto risulta il comune di Avellino, con il 62,9% dei rifiuti urbani raccolti in modo differenziato grazie al salto effettuato proprio nel 2009. Gli incrementi maggiori nell’ultimo anno si registrano, oltre ad Avellino, anche a Oristano, Caserta e Frosinone.
I comuni nei quali, nel 2009 si registrano ancora percentuali inferiori al 10% sono: Siracusa, Messina, Iglesias, Palermo, Enna, Catania, Taranto, Trapani e Vibo Valentia.
Nel 2009 risulta pressoché invariata la composizione media della raccolta differenziata per il totale dei comuni capoluogo di provincia: il 35,2% è costituita dalla carta, il 31,7% dai rifiuti verdi, organico e legno, il 12,4% dal vetro e l’11,9% dalla voce altro (comprensiva di ingombranti avviati a recupero, imballaggi in materiali misti, RAEE - Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche -, inerti avviati a recupero, rifiuti tessili, ecc.), il 5,9% dalle materie plastiche, il 2,7% dai metalli e lo 0,2% dalla raccolta selettiva di pile esauste, accumulatori al piombo, rifiuti tossici e infiammabili e farmaci.
Nei comuni capoluogo di provincia sono stati raccolti in modo differenziato nel 2009 mediamente 65 kg per abitante (-1,1% rispetto al 2008) di carta e cartone. Nei comuni del Nord-est tale valore risulta pari a 80 kg per abitante, scende a 77 kg per abitante in quelli del Centro, a 76 nei capoluoghi del Nord-ovest, a 41 in quelli del Sud ed è pari ad appena 27 kg per abitante nelle Isole. L’andamento rispetto al 2008 è in diminuzione nel Centro e nel Nord, in aumento nei comuni del Sud e delle Isole. Il comune nel quale si raccolgono le maggiori quantità di carta e cartone è Prato (172 kg per abitante), mentre Siracusa è il comune dove se ne raccoglie di meno (appena 5 kg per abitante).
Anche il vetro, come la carta, è raccolto in modo differenziato in tutti i comuni capoluogo di provincia: nel 2009 sono stati raccolti mediamente 23 kg per abitante (+5,8% rispetto al 2008). In questo caso è il Nord-ovest a contribuire maggiormente al dato medio italiano, con 36 kg per abitante; al Nord-est se ne raccolgono 32, al Centro 19, nel Sud 12 e nelle Isole solo 9. Per le materie plastiche, la cui raccolta differenziata è attiva nel 2009 in tutti i capoluoghi di provincia, la quantità mediamente raccolta è pari a 11 kg procapite. Si passa da 17 kg per abitante dei capoluoghi del Nord-est a 5 kg per abitante delle Isole. Rispetto al 2008 si registra un incremento del 14,5%.
Le quantità di metalli (compreso l’alluminio) raccolti mediamente nei comuni capoluogo di provincia è pari a 5 kg per abitante, il 9,2% in meno rispetto al 2008. Valori superiori alla media si registrano nei comuni del Nord-est (10 kg per abitante), mentre valori inferiori si registrano nei comuni appartenenti alle altre ripartizioni. Risulta abbastanza stabile nel tempo la raccolta selettiva dei rifiuti pericolosi, pari a 0,4 kg per abitante, quantitativo pressoché invariato dal 2001.
Nel 2009 la raccolta dei rifiuti verdi, dell’organico e del legno è stata pari a 58 kg per abitante, in continua crescita dal 2000. Rispetto al 2008 l’incremento è pari a 12,3%. Le variazioni maggiori si registrano nei comuni del Sud (+71,2%) e delle Isole (+36,7%) grazie soprattutto all’avvio della raccolta porta a porta in diversi comuni tra i quali Caserta, Avellino, Frosinone, Oristano e Carbonia. Infine, si raccolgono 22 kg per abitante (+7,2% rispetto al 2008) di altre tipologie di rifiuti in modo differenziato
Nel 2009, nei 12 grandi comuni capoluogo di provincia (quelli con più di 250 mila abitanti) sono stati raccolti mediamente 603 kg per abitante di rifiuti, contro i 606 kg raccolti nei capoluoghi più piccoli. L’andamento decrescente registrato negli ultimi anni è stato maggiore nei grandi comuni (-2,3% rispetto al 2008), tanto che nel 2009 per la prima volta i rifiuti raccolti per abitante sono maggiori nei piccoli comuni. La percentuale di raccolta differenziata però continua a essere superiore nei comuni di piccole dimensioni (35,4%), ben 9,9 punti percentuali in più rispetto ai grandi comuni dove l’indicatore risulta pari al 25,5%.
Tra i grandi comuni, quelli che raccolgono le maggiori quantità di rifiuti urbani sono Catania (746 kg per abitante), Venezia (721 kg per abitante) e Firenze (680 kg per abitante). Nessuno dei grandi comuni ha raggiunto l’obiettivo del 50% di raccolta differenziata. Le percentuali maggiori si registrano per Verona (44,7%), Torino (42,3%), Milano (37,1%), Firenze (36,6%), Bologna (33,8%) e Venezia (33,1%). Fanalini di coda sono i due grandi comuni capoluogo di provincia della Sicilia, Palermo e Catania, per i quali la raccolta differenziata risulta rispettivamente pari a 5,5% e 6,8%.
La composizione della raccolta differenziata è diversa tra i piccoli e i grandi comuni. Nei primi, infatti, continua a essere prevalente la raccolta dei rifiuti organici (81 kg per abitante) rispetto alle altre tipologie, probabilmente grazie alla maggiore diffusione, nei piccoli comuni, di sistemi di raccolta porta a porta. La raccolta del rifiuto verde, dell’organico e del legno nei comuni con popolazione residente maggiore di 250 mila abitanti è pari a 35 kg per abitante. Tra le altre tipologie, in entrambi i casi, la
quantità di carta e cartone raccolta in modo differenziato è pari a 65 kg per abitante; le quantità di vetro mediamente raccolte sono 21 kg per abitante nei grandi comuni e 25 nei piccoli; per le materie plastiche i quantitativi raccolti sono rispettivamente 9 e 12 kg per abitante; per i metalli 4 e 6 kg per abitante.
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