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rosegue anche nel 2016 il trend di diminuzione delle liti tributarie pendenti che si sono ridotte dell’11,6% rispetto all’anno precedente (469.048 in cifra assoluta). Al risultato del 2016 contribuisce la riduzione del 9,8% (pari a 231.713) dei ricorsi complessivamente pervenuti alle Commissioni tributarie rispetto al 2015

(-13% dei ricorsi presentati in primo grado di giudizio e -1,2% per il secondo grado di giudizio). La diminuzione si concentra principalmente nello scaglione dei ricorsi di valore fino a 20.000 euro, presentanti in primo grado, in cui è attivabile l’istituto deflattivo della mediazione.

Il numero delle liti tributarie definite risulta pari a 293.311, in diminuzione dell’1,6% rispetto al 2015.  Riguardo alle controversie ancora pendenti, il cui valore complessivo ammonta a circa 51 miliardi di euro, il 62,9% di esse (pari a 295.104 unità) è in giacenza da meno di 2 anni, il 27,3% (pari a 128.437) è in giacenza da un periodo compreso tra 2 e 5 anni e solo il 9,7% (pari a 45.606) è in giacenza da più di 5 anni.

Il valore complessivo delle controversie presentate nel 2016 è pari a 31,7 miliardi di euro e il valore medio della singola controversia tributaria è pari a circa 137 mila euro. Il 72,1% del totale dei ricorsi pervenuti alle Commissioni tributarie provinciali riguarda controversie di valore inferiore o uguale a 20.000 euro (per un totale di 460 milioni di euro), mentre solo l’1,4% dei ricorsi riguarda controversie di valore superiore a 1 milione di euro (per un totale di 13,2 miliardi di euro). Il 55,4% degli appelli pervenuti alle Commissioni tributarie regionali ha ad oggetto controversie con valore inferiore o uguale a 20.000 euro (per un totale di 208 milioni di euro), mentre il 2,7% degli appelli totali riguarda controversie di valore superiore a 1 milione di euro (per un totale di 9,9 miliardi di euro).

Il valore complessivo delle controversie definite nel 2016 è di poco superiore a 32 miliardi di euro, mentre il valore medio della singola controversia decisa è pari a circa 109 mila euro.

Nel primo grado di giudizio, il 71,5% dei ricorsi definiti riguarda controversie di valore inferiore o uguale a 20 mila euro (per un totale di circa 582 milioni di euro), mentre solo l’1,4% riguarda ricorsi di valore superiore a 1 milione di euro (per un totale di 14,8 miliardi di euro).

Per quanto attiene gli appelli definiti, il 56,9% del totale delle decisioni riguarda quelli di valore inferiore o uguale a 20 mila euro (per un totale di circa 177 milioni di euro), mentre il 2,5% riguarda appelli di valore superiore a 1 milione di euro (per un totale di circa 7,7 miliardi di euro).

Sia in primo che in secondo grado, gli esiti completamente favorevoli all’ente impositore sono maggiori, in percentuale sul totale, rispetto agli esiti completamente favorevoli al contribuente (44,9% contro 31,5% nel primo grado di giudizio e 46,4% contro 37,6% nel secondo grado di giudizio). Il giudizio intermedio risulta pari all’11,7% in primo grado ed all’8,1% in secondo grado.

Nel 2016, la durata media del processo tributario nel primo grado di giudizio è stata di 781 giorni (pari a 2 anni e 2 mesi), con un miglioramento di 76 giorni rispetto al 2015 e di 180 giorni rispetto al 2014; nel secondo grado di giudizio essa è stata di 778 giorni, con un allungamento di 27 giorni rispetto al 2015 e di 49 giorni rispetto al 2014.

 

Le pronunce definitive risultate favorevoli in tutto o in parte alle Agenzie Fiscali rispetto al totale delle pronunce definitive in cui sono parti le Agenzie stesse sono pari a circa il 70% per l’Agenzia delle Entrate e a circa il 90% per l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

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