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Il think tank americano "The Heritage Foundation" (https://www.heritage.org/) ha pubblicato l'indice della libertà economica 2018. L'analisi è stata condotta sulla base di 12 parametri, raggruppati in 4 categorie (stato di diritto, peso dell'esecutivo, efficacia regolamentare e apertura dei mercati). Complessivamente, The Heritage Foundation

considera l'economia globale "moderatamente libera", in quanto nel 2018 l'indice registra un punteggio medio mondiale di 61,1 (il più elevato in 24 anni) di tre punti più alto della prima edizione, datata 1995. Sono stati analizzati 180 Paesi nel mondo e tra questi 102 hanno visto migliorare il proprio indice di libertà economica. Tuttavia, secondo Heritage Foundation, solo sei economie mondiali possono definirsi pienamente "libere" (con punteggi superiori ad 80): Hong Kong, Singapore, Nuova Zelanda, Svizzera, Australia e Irlanda. I 90 Paesi successivi sono stati valutati come economie "complessivamente libere" (punteggi tra 70 e 79,9) o "moderatamente libere" (60 - 69,9). Il grado di libertà di un sistema économico produce conseguenze positive sull'andamento del reddito pro capite. Infatti, secondo il rapporto, le economie classificate come "libere" o "complessivamente libere" beneficeranno di redditi individuali di due volte superiori ai livelli medi degli altri Paesi, e piu' di cinque volte superiori ai proventi delle persone che vivono in sistemi economici classificati come "repressivi". In coda alla classifica, si collocano la Guinea equatoriale,(175°), l’Eritrea (176°), il Congo (177°), Cuba (178°), Venezuela (179°) e la Corea del Nord (180°). Secondo Heritage Foundation, questi Paesi registrano livelli bassi in termini di stato di diritto, insufficiente protezione della proprietà privata, nepotismo e corruzione. Il rapporto rileva che il numero dei Paesi le cui economie non possono definirsi libere rimane elevato: 63 Stati sono classificati come "praticamente non liberi" (con un indice compreso tra 50 e 59,9), mentre 21 economie sono considerate «repressive» (meno di 50). Il Marocco si colloca tra le economie "moderatamente libere", posizionandosi al settimo posto a livello continentale e al primo nell'area nord africana, davanti a Tunisia ed Egitto (classificate come "praticamente non libere") e all'Algeria (considerata come "economia repressiva"). L'Africa subsahariana non conta alcuna economia che possa definirsi pienamente "libera", ma Mauritius viene classificata come "complessivamente libera". Oltre la metà delle economie definite "repressive" (12 su 21) si trovano in Africa subsahariana. (ICE CASABLANCA)

 

 

 

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