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Il 70% di chi si laurea in giornalismo e comunicazione nell’UE è composto da donne. Sono però donne solo il 40% di chi lavora nel settore dei media e il 30% di chi occupa posizioni manageriali. Le donne sono una minoranza anche fra giornalisti e i presentatori del piccolo schermo. Quando c’è da chiamare un esperto o un commentatore,

in più di sette casi su dieci viene invitato un uomo: solo il 24% degli esperti invitati sono donne.

La relazione, in discussione e al voto durante la sessione plenaria di marzo, sottolinea che i media hanno ancora la funzione di “quarto potere” e quindi una grande influenza sulla politica e la società. Per questo si chiede che le istituzioni nazionali e europee devono, chiede la relazione, applicare la legislazione esistente per la parità di genere e spingere gli organi regolatori a controllare la presenza delle donne nei media.

Nella relazione si chiede anche ai media di sviluppare e sostenere degli incentivi, incluse le quote, per un’equa rappresentazione di uomini e donne ai vertici decisionali e di aggiornare i codici interni, come quelli di condotta e anti molestie.

 

Come sottolinea Šojdrová: “dobbiamo fare in modo che le donne non siano discriminate, per quanto riguarda i posti di lavoro, la retribuzione o la corsa per i vertici dirigenziali.

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