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Un Codice di condotta è stato sottoscritto da alcune grandi piattaforme digitali per combattere la disinformazione online. Lo ha annunciato la Commissaria europea per l'Economia e la Società digitali, Mariya Gabriel. Il codice di condotta "è una tappa importante nella lotta contro un problema sempre più diffuso e che

minaccia la fiducia degli europei nei confronti dei processi e delle istituzioni democratiche", ha spiegato la Commissaria. "E' la prima volta che l'industria si mette d'accordo su un insieme di norme di auto-regolazione per lottare contro la disinformazione in tutto il mondo, su base volontaria".

L'iniziativa, è l'obiettivo della Commissione europea, dovrebbe evitare quanto più possibile l'influenza delle fake news sulle prossime elezioni europee della primavera 2019, contribuendo a "una campagna online trasparente, corretta e affidabile (...) nel pieno rispetto dei principi fondamentali della libertà di espressione dell'Europa, della libertà di stampa e del pluralismo".

Secondo quanto riportato dalle agenzie di stampa, a sottoscrivere il Codice tra i grandi operatori del settore ci sarebbero, tra gli altri, Facebook, Google e Mozilla, oltre a alcune associazioni di piattaforme e di pubblicitari.

A loro si indirizza l'invito della Commissaria Gabriel ad "agire come attori sociali responsabili" e "fare tutto il possibile per fermare la diffusione della disinformazione".

I firmatari di questo Codice si sono impegnati ad agire in 5 aree: interrompere le entrate pubblicitarie di determinati account e siti Web che diffondono disinformazione; aumentare la trasparenza della pubblicità politica; affrontare la questione degli account falsi e dei bot online; facilitare l'accesso a diverse fonti d'informazione, migliorando la visibilità dei contenuti autorevoli, e rendere più facile la segnalazione di notizie false; consentire alla comunità di ricerca di accedere ai dati delle piattaforme per monitorare la disinformazione online attraverso modalità conformi alle norme sulla privacy.

La Commissaria UE incontrerà nelle prossime settimane i firmatari del Codice di condotta "per discutere le procedure e le politiche specifiche che stanno adottando per rendere il Codice una realtà". Una prima analisi dei risultati è prevista entro la fine del 2018. Se i "risultati dovessero risultare insoddisfacenti, la Commissione - ha avvertito Gabriel - potrebbe proporre ulteriori azioni, comprese azioni di natura regolamentare".

Il codice era una delle azioni proposte dalla Commissione europea lo scorso mese di aprile quando è stata presentata la Comunicazione "Tackling online disinformation: a European approach"

 

 

 

 

 

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