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“Flussi, reti e infrastrutture per la mondializzazione e il Made in Italy: quali prospettive per le imprese” al centro della sessione pubblica. Infatti, a Verona, dal 10 al 13 novembre, è andata in scena la 27a Convention Mondiale delle Camere di Commercio Italiane all’Estero, organizzata da Assocamerestero e dalla Camera di

Commercio (CCIAA) di Verona in collaborazione con Unioncamere.

L’iniziativa si è svolto presso il Nuovo Centro Congressi della Camera di Commercio di Verona in Corso Porta Nuova. L’appuntamento rappresenta un significativo momento di confronto e dibattito per le imprese e le associazioni sulle principali tematiche legate alle nuove geografie dell’export nell’era della globalizzazione, all’internazionalizzazione delle imprese nonché ai servizi della rete camerale italiana all’estero.

 Alla Convention parteciperanno 170 delegati esteri, tra Presidenti, Segretari Generali e membri dei Board delle Camere di Commercio Italiane all’Estero, oltre 300 imprese ed esponenti delle Istituzioni e del mondo economico, locali e nazionali, che incontreranno le Camere per approfondire progetti e opportunità d’affari.

Verona, quinta provincia per interscambio commerciale in Italia con 26 miliardi di merci in entrata e in uscita dal Paese, è la cornice ideale per tale evento. Non solo, la città è la decima provincia italiana per export, nel 2017 ha esportato prodotti e servizi per 11,1 miliardi di euro e vanta numerosi primati in diversi comparti: prima provincia italiana per export di vino e marmo, terza per l’agroalimentare, per l’ortofrutta e per le cisterne e i radiatori, sesta per le calzature. Il commercio con l’estero è il fattore che ha salvato il territorio dalle pesanti conseguenze della crisi economica che si è conclusa, pur lasciando alcuni strascichi. Il mercato interno fatica a ripartire se non è alimentato dal turismo grazie al quale Verona e il suo territorio vivono un momento di forte sviluppo. Uno sviluppo da primato, la città è infatti la quinta provincia italiana per presenze turistiche e la quarta per presenze straniere.

La vocazione ai mercati stranieri è nata grazie alla fortunata collocazione geografica all’incrocio tra i corridoi europei 1 e 5 e si è sviluppata grazie all’intuizione e capacità di numerosi piccoli e medi imprenditori. Il tessuto economico di Verona è ricco e variegato e si fonda su aziende famigliari che hanno saputo creare importanti poli produttivi grazie ai rapporti con l’estero. Detenere sbocchi all’estero o essere inseriti in filiere internazionali spinge le aziende a innovare e innesca un meccanismo positivo che ricade su tutto il territorio con benefici effetti anche sulle micro e piccole imprese che faticano ad avere rapporti commerciali oltreconfine.

 

 

 

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