L’incidenza della disoccupazione giovanile rispetto a quella adulta in Italia è molto più elevata che in altri Paesi europei. Per risolvere in modo strutturale tale problema è fondamentale avviare iniziative che facilitino il confronto tra il capitale umano

in uscita dal sistema universitario e le necessità attuali e prospettiche del sistema economico. 

Questo tema, dibattuto nella splendida cornice di Casa BPM in via San Paolo a Milano nell’ambito del convegno promosso da Banca Popolare di Milano e JECatt dal titolo “BPM e JECatt presentano le Junior Enterprise”, ha visto tra i relatori importanti personalità del mondo accademico, delle imprese e delle istituzioni: Ivan Scalfarotto, Sottosegretario di Stato al Ministero delle Riforme Costituzionali e Rapporti con il Parlamento, Antonella Sciarrone Alibrandi, Prorettore Università Cattolica del Sacro Cuore, Denise Di Dio, Segreteria Tecnica del MIUR, ed Emiliano Novelli, Presidente Gruppo Giovani Imprenditori.  

A fare gli onori di casa sono intervenuti Piero Giarda e Marcello Priori, rispettivamente Presidente del Consiglio di Sorveglianza e Vice Presidente.

 A presentare il modello delle Junior Enterprise, associazioni non profit gestite e amministrate da studenti universitari che hanno l’obiettivo di agire sul mercato come società di consulenza convenzionali, reinvestendo i proventi all’interno delle associazioni stesse, si sono avvicendati Daniela Runchi e Fabio Casali, rispettivamente Presidente JADE e Presidente JADE Italia. 

Se da una parte le Junior Enterprise mirano a fornire a studenti talentuosi di differenti corsi di laurea un’efficace esperienza di learning by doing, aiutandoli a favorire lo sviluppo imprenditoriale sempre più richiesto dalle aziende, dall’altra permettono alle imprese clienti di accedere a costi contenuti a una serie di servizi quali: pianificazione del business, elaborazione di Business Plan e studi di fattibilità, analisi di mercato di settore, lancio di nuovi prodotti, studi di soddisfazione, campagne di comunicazione e supporto dell’impresa nella gestione dell’Audit organizzativa, dei sistemi interni di controllo di qualità, ecc.

 

Guia Targioni, Presidente JECatt – Junior Enterprise Cattolica fondata nel 2012, ha inoltre ricordato come queste realtà rappresentino un anello di congiunzione fra mondo universitario e del lavoro, anticipando i benefici di un sistema di formazione on the job che finora potevano realizzarsi solo dopo l’entrata nel mondo del lavoro. Essere un Junior Entrepreneur significa aver colto un’opportunità che consente una crescita completa, sia dal lato professionale che umano

 

Secondo alcune statistiche europee, infatti, gli universitari che hanno partecipato a iniziative come quelle delle Junior Enterprise ottengono prima un lavoro al termine degli studi rispetto alla media degli altri studenti (78% rispetto al 59%) e dimostrano maggiori attitudini ad avviare una propria impresa entro 3 anni dalla laurea (9% rispetto al 3%).

 

Al fine di promuovere il movimento delle Junior Enterprise in Italia presso imprese e istituzioni, Giulio Veggi, Project Manager JADE Italia, ha esposto un progetto di riconoscimento giuridico e riordino delle stesse con focus sull’alternanza scuola-lavoro e sulla valorizzazione delle carriere.

 

Durante la tavola rotonda dal titolo “Il divario tra Università e Lavoro. Il quadro italiano e le possibili soluzioni per ridurre il Gap” i relatori hanno analizzato le criticità del divario esistente tra università e mondo del lavoro, considerando le misure già adottate e le strade percorribili in futuro.