Alle porte della stagione della fame e della penuria alimentare, che colpisce il Sahel da giugno a settembre, le stime di Azione contro la Fame individuano al confine tra Mauritania e Senegal la

situazione più grave per i pascoli, risorsa cruciale per una popolazione altamente dipendente dal pascolo di mucche, cammelli e capre e dall’agricoltura di sussistenza nelle poche terre fertili della Mauritania, sulle rive del fiume Senegal. Il prezzo del foraggio ha iniziato a salire come sottolinea Mohamed Ould Dah, nostro coordinatore per il cibo e i mezzi di sussistenza: "A marzo, durante il periodo della raccolta, cominciarono a sorgere tensioni tra pastori e agricoltori a causa della carenza di pascoli. I primi avevano iniziato una transumanza precoce che ha colpito le colture poco prima del raccolto, una competizione che continua attraverso i punti d'acqua nella zona ".

Contenere la fame per evitare tensioni.  “Azione contro la Fame” reclama, per l'intera regione e non solo per la Mauritania, una risposta in cui la sicurezza alimentare possa essere una chiave per prevenire i conflitti: "la crescente competizione per risorse naturali sempre più scarse rende necessaria una gestione collettiva, e talvolta transfrontaliera, che rafforzi il contratto sociale e prevenga la tensione tra le popolazioni. La stabilità in tutta la regione, richiede il rafforzamento della governance e dello sviluppo attraverso programmi pubblici che migliorino l'accesso alla sicurezza alimentare e ai mezzi di sussistenza ", afferma Sánchez-Montero, direttore dell’Advocacy in Azione contro la Fame in Spagna.

La stagione della fame e la risposta umanitaria.  Azione contro la Fame, tra gli operatori umanitari più presenti nella regione, sta lavorando su risposte a medio e lungo termine basate sull’agroecologia, che privilegia la conservazione dell'acqua e del suolo, la rigenerazione naturale assistita, il supporto alla coltivazione di cereali locali e la gestione condivisa delle risorse naturali tra agricoltori e allevatori. Inoltre stiamo preparando un piano di emergenza che prevede la distribuzione di denaro alle famiglie più vulnerabili  per comprare il cibo, la distribuzione di pasti nutrizionali ai minori di due anni e una massiccia distribuzione di foraggi. In molti nostri programmi stiamo cercando di contenere le possibili tensioni tra agricoltori e allevatori grazie a recinzioni e al filo spinato per delimitare i campi. "Con le comunità locali stiamo lavorando anche per promuovere la gestione integrata delle risorse naturali, ogni stagione sempre più scarse ", dice Ould Dah.