Il colosso dei processori sarebbe in trattative con il governo uscente per un accordo da 5 miliardi di dollari (circa 4,9 miliardi di euro), i cui dettagli al momento non sono ancora stati rivelati e che è parte di un programma di investimenti da 88 miliardi di dollari stilato da Intel per l'Europa. Con questa mossa Intel

intende rafforzare la propria presenza nel Vecchio Continente e proporsi come partner sostitutivo rispetto ai produttori cinese, la cui affidabilità nelle forniture negli ultimi tempi è stata quantomeno discutibile.

Roma si sarebbe detta pronta a sostenere l'investimento di Intel fino al 40% (sempre secondo quanto sostiene Reuters) e, inoltre, si prevede che l'entità indicata inizialmente - 5 miliardi di dollari - possa probabilmente aumentare. In origine, nell'elenco delle regioni considerate per la costruzione dello stabilimento erano presenti anche Lombardia, Puglia e Sicilia, ma allo stato attuale le uniche rimaste in lizza sono Veneto e Piemonte.