di Riccardo Guariglia Ambasciatore d’Italia in Spagna

Il settore turistico è sempre stato uno dei principali motori dell’economia spagnola, basti pensare che nel 2019 il turismo

valeva il 12,4% del Pil (e fino al 22% considerando l’indotto), mentre nel 2020 tale valore è sceso al 4%. Secondo i dati spa­gnoli, oltre 100 miliardi di euro sono andati persi, riportando così il valore dell’industria turistica spagnola indietro di 25 anni, ai livelli del 1995 quando gemerò poco più di 45 miliardi di euro. La crisi ha significato finora la chiusura o il fallimento di circa 100 mila esercizi, 400 mila i po­sti di lavoro persi e oltre 300 mi­la lavoratori del settore sono al momento interessati da misure varie di cassa integrazione. Nei lunghi mesi con restrizio­ni varie legate alla pandemia, molti turisti stranieri hanno ri­nunciato a viaggiare in Spagna. Rispetto al 2019, circa 65 milioni di arrivi in meno dall’estero: 14 milioni dal Regno Unito (-82%), 8 dalla Germania (-78%), 7 dalla Francia (-65%) e 3,5 dall’Italia (-78%). Dagli oltre 80 milioni di arrivi di turisti stranieri, in un an­no la Spagna è passata a circa 19 milioni, lo stesso livello di pre­senze registrato a fine anni ‘60. D’altro canto, neanche il turismo interno è riuscito a portare ossi­geno al settore, con i viaggi na­zionali ridotti del 40%, sia in ter­mini di pernottamenti che di spe­sa effettuata.  In questo quadro, è ovvio ri­tenere che la ripresa dell’indu­stria turistica rappresenti un pas­saggio obbligato per valutare le prospettive di recupero dell’eco­nomia spagnola nel suo insieme, con diverse variabili incerte che influenzeranno il settore come il proseguimento della pandemia e l’incidenza della campagna vac­cinale.  Alcune previsioni attestano nel 2021 un miglioramento per i flussi turistici diretti nelle isole Baleari e Canarie e, pur in ma­niera minore, per Madrid e Cata­logna. Qualora tali stime doves­sero realizzarsi, a fine 2021 il Pil turistico spagnolo sarà ancora in­feriore del 10% rispetto a quello del 2019. La ripresa si annuncia dunque lunga e incerta, con alcu­ni osservatori che ritengono che il settore potrà ristabilirsi piena­mente non prima del 2023. L’Italia, in ogni caso, intende lavorare in piena sintonia con la Spagna per la reciproca ripresa dei nostri flussi turistici.

 

Tribuna Economica

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