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Category: Editoriali

di Maurizio Cociancich Componente Confassociazioni International

Gli Stati non sono più definiti dai loro confini bensì dai legami fisici, informativi e finanziari che riescono ad esprimere.

Per questo motivo Singapore ricopre a livello economico e strategico un ruolo molto più ampio rispet­to alla sua dimensione fisica. Si­curamente in questo processo di potenza un ruolo centrale lo rico­pre il suo porto, nodo di rilevan­za geoeconomica globale. Infat­ti, il porto di Singapore è il tra i primi al mondo per flusso di con­tainer e svolge un ruolo di primo piano in ambito energetico come più grande hub di bunkering glo­bale. Situato sullo stretto di Ma­lacca e quindi in uno snodo stra­tegico per il traffico marittimo,soprattutto di oil da e verso l’E­stremo Oriente, esso si è assicu­rato il ruolo dipivot marittimo mondiale. Singapore e il suo porto si trovano infatti al centro di 400rotte commerciali, che lo colle­gano a più di 600 porti sparsi in123 paesi nel mondo. In questa città-stato sovrano inoltre opera­no attualmente più di 5.000 im­prese marittime e oltre 130 dei più importanti gruppi di shipping internazionali, con 170.000 ad­detti nel settore. Non stupisce quindi che il suo porto si sia gua­dagnata il secondo posto al mon­do nel Port Liner Shipping Con­nectivity Index (Port Lsci) 2019dell’Uncatad, l’indice di connet­tività marittima che cattura la competitività dei porti. Sempre secondo le statistiche pubblicate dalla Conferenza delle Nazioni Unite sul Commercio e lo Svi­luppo, nel 2019 Singapore si è posizionato ancora dopo Shan­ghai nella classifica globale deiporti container, gestendo circa37,9 milioni di Teu (TwentyFoot Equivalent Unit), oltre a626,2 milioni di tonnellate di merci. Come già accennato, ilporto detiene da anni la leader­ship mondiale nel bunkeraggio,un primato che si evidenzia dalla presenza delle navi in porto: del­le 130.000 navi che vi entrano ogni anno, 1/5 sono navi cister­na, circa il 7% delle quote mon­diali.

Il porto di Singapore è ammi­nistrato e supervisionato dallo Stato, sia in termini di finanzia­mento che di sviluppo. È gestito da un'agenzia governativa, la Maritime and Port Authority of Singapore (Mpa), che opera per conto del governo statale nei set­tori del trasporto marittimo, della sicurezza, dello sviluppo e della promozione del porto di Singa­pore. La gestione dei terminal edelle relative attività portuali so­no affidate invece principalmen­te all’operatore terminalista Port Singapore Authority (Psa), sia nei terminal per carichi generici(container e convenzionali) che nei terminal ro-ro, e da Jurong Port. Entrambi i gruppi apparten­gono al fondo Temasek Hol­dings, di proprietà della tesoreria di Stato, che fornisce finanzia­menti per il continuo sviluppo del porto.

Psa International, la holding nata nel 2003 che controlla le at­tività di Psa a Singapore e nel mondo, è un operatore portuale leader a livello mondiale, 5° al mondo tra i terminal operator e copre il 10% del mercato globale della movimentazione container. Essa è specializzata nella gestio­ne di operazioni portuali con 40 terminal marittimi di 16 paesi, ha sedi in Asia, America ed Europa,con quartier generale a Singapo­re e Anversa. La centralità di Singapore a livello di gestione dei flussi fisici ed economici si regge quindi anche sulla sua ca­pacità di creare relazioni con in­vestimenti diretti nei nodi por­tuali di collegamento, una strate­gia che mira a creare reti globali di interconnessione sempre più strette ed indipendenti dalla di­mensione fisica del Paese dal quale sono generate.

 

(Tribuna Economica© Riproduzione riservata)